• 23 Febbraio 2026 13:27

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Stop monopattini in sharing nella grande città: quando scatta il bando

Feb 23, 2026

Dal prossimo 1° aprile, Firenze dirà ufficialmente addio ai monopattini in sharing. Il contenzioso sembrava destinato a trascinarsi nelle sedi legali, ma una prima significativa conferma arriva dal Tar della Toscana, che ha rigettato l’istanza cautelare promossa da Bird, colosso internazionale del settore.

La decisione di Palazzo Vecchio

La delibera dello stop risale allo scorso novembre. Palazzo Vecchio ha motivato la drastica scelta partendo dall’aggiornamento del Codice della Strada, per cui diventa obbligatorio il casco anche per i maggiorenni ed è necessaria una copertura assicurativa. Secondo i responsabili della mobilità fiorentina, la natura stessa del servizio di sharing renderebbe quasi impossibile garantire il rispetto di tali norme, esponendo il Comune a una situazione di illegalità diffusa difficilmente gestibile anche con l’impiego su larga scala della Polizia municipale.

Inoltre, l’Amministrazione del territorio ha messo nel mirino i “parcheggi selvaggi”, il transito contromano e sui marciapiedi, oltre all’occupazione indebita delle corsie preferenziali riservate a bus e taxi. Comportamenti che, stando alla delibera, creano una “situazione di potenziale violazione sistematica”, non più tollerabile per la sicurezza stradale e urbana.

La posizione di Bird: “La battaglia non è conclusa”

L’azienda Bird, operante da anni nell’area di Firenze, non ha accolto passivamente il verdetto. Nonostante il rigetto del Tar sull’immediata sospensione del provvedimento, la società ha fatto sapere di voler proseguire il ricorso nel merito, sulla base di “incongruenze rilevanti”. Attraverso una nota ufficiale, Bird ha espresso chiaramente la rispettiva posizione:

“La battaglia non è conclusa. Il pronunciamento cautelare non entra nel merito della legittimità del provvedimento e per questo andremo avanti per far valere le nostre ragioni contro uno stop che riteniamo ingiustificato e sproporzionato”

Secondo l’azienda, il percorso seguito dal Comune sarebbe in netta contraddizione con la collaborazione portata avanti negli ultimi anni. Bird sottolinea come il servizio sia stato costantemente adeguato alle richieste dell’amministrazione, con investimenti significativi in tecnologia e controlli:

“In questi anni abbiamo operato in coordinamento con l’amministrazione comunale, adeguando progressivamente il servizio alle prescrizioni ricevute e investendo in sicurezza, controllo e organizzazione del sistema a postazioni. Poi all’improvviso Palazzo Vecchio si è auto-sconfessato. Per questo riteniamo che esistessero ed esistano margini per soluzioni regolatorie alternative allo stop totale”

Un futuro incerto per la micromobilità

I recenti sviluppi nel capoluogo toscano rischiano di fare scuola in tutta Italia. Mentre in buona parte d’Europa le istituzioni politiche cercano di capire come inserire i monopattini nel traffico senza fare danni, all’ombra di Palazzo Vecchio hanno deciso di tagliare la testa al toro. La priorità, dicono, è rimettere in riga le strade e dare una ripulita al decoro urbano, accantonando quella flessibilità dello sharing talvolta trasformatasi in anarchia sui marciapiedi.

Comunque, non è detta l’ultima parola: anche se il 1° aprile è dietro l’angolo, il verdetto finale potrebbe ancora stravolgere la situazione. In assenza di dietrofront, gli abitanti e i turisti devono rassegnarsi a riprendere le vecchie abitudini. Resta da capire se la “scossa” elettrica sia stato solo un esperimento fallito o se ci sia ancora spazio per un ritorno in futuro.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close