Nemmeno un regista con uno sviluppato senso dell’umorismo riuscirebbe a pensare certe scene. Sei lì che cerchi di incastrare il carrello della spesa tra una citycar e un SUV di terza mano, quando all’improvviso qualcosa cattura la tua attenzione. Ha quattro ruote, le portiere e i sedili, ma chiamarla auto è dire poco: è la Bugatti LaVoiture Noire, un’hypercar dalla quotazione astronomica.
Parcheggiato con nonchalance davanti alle vetrate di un discount in Francia, il capolavoro d’arte meccanica francese ha lasciato impietriti i passanti. Un pezzo unico al mondo da 1100 kW (1.500 CV) e dal valore di circa 14 milioni di euro ha condiviso l’asfalto con le offerte della settimana, manco ci si fosse all’improvviso dimenticati del suo raro lignaggio. La Casa d’oltralpe l’ha costruita per celebra i 110 anni della propria storia, un omaggio alla mitica Type 57 SC Atlantic, spinta da un motore W16 quadriturbo. Difficile immaginare, quando è stata progettata, che un giorno il suo fortunato proprietario l’avrebbe sfoggiata in una situazione tanto ordinaria.
Tra “sportellate” da infarto e coraggio da vendere
In pochi minuti le foto hanno fatto il giro del web, sollevando un polverone. La domanda più ovvia è di tipo pratico: dove trovi il coraggio di lasciare una carrozzeria in fibra di carbonio fatta su misura in un parcheggio pubblico? Qui un solo graffio o una banale “sportellata” avrebbe provocato un disastro finanziario. Eppure, nella scelta ai limiti della follia in tanti hanno visto un gesto di libertà assoluta. Qualcuno sostiene che il vero lusso non sia possedere l’hypercar, quanto semmai fregarsene di cosa ne pensa la gente e delle buone maniere di ogni bravo guidatore.
Ovviamente, il popolo dei social si è diviso in due fazioni agguerrite. Da una parte i sostenitori della “consapevole libertà”, quelli che applaudono il proprietario per aver deciso di mescolarsi con il mondo esterno, dall’altra, però, il coro di chi grida al cattivo gusto è altrettanto rumoroso.
Il confronto agita la rete e non sembra proprio esserci modo di mettere tutti d’accordo. Per molti, imbattersi in un gioiello assoluto di artigianalità e design fermo accanto a una vecchia utilitaria è un’esibizione di forza inutile, quasi uno sberleffo verso coloro che faticano a riempire il carrello, in uno scontro frontale tra rette parallele, destinate a non incontrarsi mai, almeno fino a oggi.
Un bolide che non passa inosservato
Al netto delle polemiche, La Voiture Noire solletica le fantasie degli automobilisti. Studiata nei minimi dettagli, dalle linee sinuose della carrozzeria fino alle prestazioni estreme che la rendono una delle regine del pianeta, la vettura si dimentica dei galà e si impone in un contesto fin troppo “normale”.
Vederla lì, nel grigio di un parcheggio qualunque, fa riflettere su quanto il valore delle cose sia relativo. Per il proprietario, forse, era solo un mercoledì pomeriggio qualunque. Per tutti gli altri, è stata la dimostrazione di come, alla fine, anche la supercar più esclusiva del mondo abbia bisogno di posto dove fermarsi. Sperando solo che il tizio del carrello accanto sia stato molto, molto attento ad aprire la portiera.