• 10 Febbraio 2026 14:06

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Sparita una leggendaria Alfa Romeo da 30 milioni di euro: l’appello degli eredi

Feb 10, 2026

Un’Alfa Romeo da 30 milioni di euro è sparita in circostanze misteriose dopo la morte del suo proprietario. Gli eredi hanno presentato denuncia in Procura a Milano e sarebbero stati spinti a firmare la cessione della supercar milanese in un clima di forti tensioni e paure. In seguito l’esemplare iconico sarebbe stato cancellato dal Pubblico registro automobilistico (Pra) e portato all’estero. Il legittimo proprietario era un appassionato di vetture storiche e aveva conservato la 33 Stradale in condizioni impeccabili.

Gli avvocati degli eredi hanno ipotizzato che la famiglia del defunto possa essere stata vittima di estorsione e che si sia configurato anche il reato di falso per rendere il bene irrintracciabile. Considerato il valore del bene mobile non c’è da sorprendersi che si possa essere verificato un illecito. L’auto era rimasta parcheggiata per decenni, custodita in un garage specializzato di un amico del proprietario. In seguito alla morte dell’alfista, la famiglia avrebbe subito pressioni costanti, telefonate e minacce di cause milionarie. Spinti da queste intimidazioni gli eredi avrebbero deciso di procedere alla vendita dell’auto, con la moglie del defunto che, uno stato di estrema vulnerabilità a causa problemi di salute, avrebbe firmato.

La mossa decisiva

Subito dopo la cessione, l’esemplare di Alfa Romeo avrebbe cambiato proprietario in favore di una nuova società, creata ad hoc. A quel punto una delle rarissime unità di 33 Stradali esistenti sarebbe stata radiata dal Pubblico registro automobilistico ed esportata all’estero con denuncia di smarrimento targhe. Al termine di questa operazione, la vettura è risultata irrintracciabile non potendo nemmeno più circolare sulle strade. Con troppa sufficienza la famiglia ha sottovalutato l’intera operazione di vendita. Quando gli eredi hanno razionalizzato e capito la gravità della questione è scattata la denuncia in Procura a Milano, con un appello disperato, chiedendo a chiunque avesse informazioni sul veicolo a segnalarlo agli avvocati che li stanno assistendo.

La 33 Stradale è considerata per i puristi un’auto leggendaria, anche grazie al suo rapporto peso – potenza. É stata prodotta in 18 esemplari tra il 1967 e il 1969. All’epoca c’erano dei fenomeni assoluti come Franco Scaglione, designer geniale e autore del progetto insieme alla Carrozzeria Marazzi. L’Alfa Romeo 33 è diventata una icona, soprattutto per le sue linee sinuose ed eleganti. Un emblema del Made in Italy che, a distanza di oltre mezzo secolo, conserva un fascino unico. Fu la prima a presentare le portiere con apertura a farfalla, incernieriate sul tetto. La soluzione poi divenne molto popolare nell’ambito delle sfide automobilistiche, rendendo più facile l’accesso dei piloti nell’abitacolo. Il telaio, il motore e il cambio furono concepiti dal reparto corse dell’Alfa Romeo.

Le performance della 33 Stradale

Il motore, lo stesso della Tipo 33 da competizione e posto in posizione centrale, era un 8 cilindri a V di 90° da 1995 cm³ con alesaggio di 78 mm e corsa di 52,2 mm. Venne elaborato dal Direttore della Progettazione Meccanica Alfa Romeo, Giuseppe Busso, e poi sviluppato dall’Autodelta di Carlo Chiti, cofondatore e responsabile. Prodotto interamente in alluminio e magnesio aveva una distribuzione a doppio albero a camme in testa per bancata, 2 valvole per cilindro al sodio inclinate di 48°, con un sistema a doppia accensione dotato di sedici candele (2 per cilindro), impianto di iniezione meccanica indiretta SPICA con doppia pompa della benzina elettrica e lubrificazione a carter secco.

Il motore, nella configurazione da pista, sprigionava 270 CV di potenza a 9600 giri/min con un rapporto di compressione 11:1, mentre nella versione tradizionale la potenza veniva limitata a 230 CV erogati a un regime di 8800 giri/min, grazie al rapporto di compressione abbassato a 10:1 per rendere più adatto il motore all’uso stradale.

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