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Verona-Frosinone, il titolo d’inverno vale quasi sempre la A

Dic 27, 2016

di Tullio Calzone

mercoledì 28 dicembre 2016 00:46

Incrocino pure le dita Fabio Pecchia e Pasquale Marino, ma il titolo d’inverno vale quasi la A. Da quando è stato adottato questo format a 22, infatti, solo una volta, nel campionato 2005/2006, il Mantova girò davanti a tutti a metà stagione, ma alla fine non approdò nella massima serie, terminando la sua corsa al 4º posto alle spalle di Torino, promosso ai play off, Catania e Atalanta. Ecco perché l’ultima giornata di Verona e Frosinone rischia d’infiammarsi in prossimità del primo step. Il tecnico dell’Hellas ha dominato finora la scena restando in testa da solo per 834’ e per altri 1697’ in zona-promozione. Quello siciliano, dopo una partenza lenta, s’è guadagnato il primo posto, attualmente occupato in condominio con i gialloblù, per 47’ (29’ alla 16ª e 18’ alla 20ª) ed è restato entro la seconda piazza per 738’. Sono però 10 le giornate in vetta dei veneti, grazie agli 11 bomber spediti a bersaglio: Pazzini il re con 15 centri. Marino ha colpito con 10 uomini diversi, Dionisi e Ciofani entrambi a quota 8 gol. Insomma, numeri che si assomigliano e che hanno dato come risultato questo condominio al vertice destinato a durare, nonostante i prossimi incroci, con il Cesena al Bentegodi e con la Pro Vercelli al Piola, decisivi per il titolo d’inverno che qualcosa pure varrà.

STATISTICA E NUMERI – Avrà pure ragione chi sostiene che i conti si fanno alla fine, ma la statistica può fornire ugualmente qualche preziosa indicazione già ora. Anche perché in 10 casi su 12 chi è stato primo a metà torneo lo è stato anche al termine della regular season. Nel 2008/2009, il Livorno dovette arrendersi al formidabile Bari di Antonio Conte e fare spazio al Parma di Francesco Guidolin, che al giro di boa s’erano piazzati alle spalle dei toscani poi comunque promossi ai play off. Non c’è stato nulla da fare, invece, nella passata stagione con il Cagliari spettacolare di Massimo Rastelli, benché il testa a testa con il Crotone di Ivan Juric sia durato sino all’ultima giornata quando anche i testardi calabresi hanno dovuto piegarsi alla regola del titolo d’inverno che promuove chi può ostentarlo. E’ stato così per il Carpi nel torneo precedente. Troppo forte l’undici di Fabrizio Castori che girò con 9 punti di distacco su Bologna e Frosinone, appaiati al 2º posto, un distacco che durò sino all’ultima partita della stagione regolare, nonostante gli scongiuri di Lotito che vedeva come una specie di disastro economico una Serie A frequentata da provinciali che non bucavano il video e non garantivano ascolti televisivi e dunque lauti diritti televisivi.

INFALLIBILE IACHINI – Partito a singhiozzo con Rino Gattuso alle prime armi in panchina, il Palermo di Beppe Iachini, un vero esperto della categoria, non si lasciò distrarre da niente. Tutto facile con l’organizzazione del tecnico marchigiano che parla ai cavalli, e un certo Paulo Dybala, imberbe fuoriclasse non a caso poi approdato alla Juve. Più combattuto e spigoloso l’approdo in A per la prima volta del Sassuolo l’anno precedente, quando Eusebio Di Francesco e i suoi funambolici ragazzi dettero scacco matto a Livorno e Verona, tenaci inseguitrici sino alla fine. Campione d’inverno nel 2011/2012 e poi direttamente in A piazzandosi al primo posto ex aequo con il Pescara di Zeman e Insigne, il Torino girò braccato dal Verona, distaccato di un solo punto in classifica. A quota 42 a dicembre, insieme con il Novara, l’Atalanta campione d’inverno battè alla fine anche il Siena di Antonio Conte nel 2010. Il Lecce di De Canio, nel 2009/2010, non si piegò al Cesena e tagliò al primo posto entrambi i traguardi di metà e fine stagione. Nulla da fare contro Chievo e Bologna, a braccetto in A nel 2008.

SEMPRE LA JUVE – Neanche a parlarne, ovviamente, contro la Juve di Buffon e Del Piero guidata da Didier Deschamps promossa direttamente con Napoli e Genoa nel 2007 unico torneo in cui non si sono giocati i play off. Già ricordato il precedente del Mantova, non resta che menzionare il Genoa, promosso in campo e retrocesso per illecito nel 2005. Ma queste sono storie che è meglio dimenticare!

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