• 31 Marzo 2026 16:26

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Smantellata la ‘setta dell’alchimia’, estorsioni e abusi sugli adepti

Mar 31, 2026

AGI – La Polizia di Perugia con il Servizio Centrale Operativo ha proceduto al fermo di indiziato di delitto a carico di tre uomini e una donna, indagati, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata a truffaestorsione e violenza sessuale, ai danni degli aderenti a un gruppo da loro costituito.

Le indagini della Squadra Mobile e dello SCO sono partite da una segnalazione del padre di un membro del gruppo. L’uomo ha riferito che il figlio, a metà del 2023, aveva iniziato a frequentare alcuni corsi di alchimia con un fantomatico ‘maestro’, e che in seguito si era trasferito all’interno di una struttura del gruppo e aveva eseguito pagamenti mensili in favore del maestro. Il figlio aveva lasciato il suo lavoro per seguire l’associazione, prima in provincia di Pesaro Urbino e poi in Umbria, e aveva interrotto completamente qualsiasi rapporto con i suoi amici e anche con i suoi familiari.

 

 

L’attività investigativa e i ruoli nel gruppo

Grazie a un’articolata attività investigativa, che ha visto i poliziotti impiegati in pedinamenti, audizione di testimoniintercettazioni telefoniche, è stato possibile raccogliere elementi a carico degli indagati che si facevano chiamare MaestroMaestraSciamanoGuaritore. Un gruppo organizzato, per gli inquirenti, con ruoli diversi per ogni appartenente, con un ‘addetto al reclutamento’ con tecniche volte a carpire la fiducia dei potenziali adepti, ma anche capace di minacce in caso di abbandono del percorso, e un responsabile della realizzazione dei riti all’interno della setta e, infine, un responsabile di ‘pratiche curative’.

I versamenti e l’uso del denaro

Gli accertamenti sui conti correnti bancari, inoltre, hanno permesso di appurare che in favore dell’associazione, nel corso del tempo, sono stati effettuati versamenti mensili e donazioni dagli associati per un valore complessivo di oltre 500mila euro, denaro poi in parte utilizzato dagli indagati per l’acquisto di auto – alcune di lusso – e gioielli, e per conti di ristoranti.

Per ottenere i pagamenti e indurre le persone a non abbandonare l’associazione, gli indagati hanno fatto ricorso a tecniche di manipolazioneminacce di ripercussioni spirituali, di malattia o malasorte e promesse di salvezza.

 

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