• 13 Aprile 2026 9:18

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Si ribalta dopo un inseguimento a 140 km/h, il video è virale

Apr 13, 2026

Quindici chilometri di fuga nei quali il tachimetro ha toccato in certi punti i 140 km/h, mentre attraversava i centri abitati della bergamasca. È finita nel peggiore dei modi, con l’auto ribaltata in un campo e le manette ai polsi, la folle corsa di un 39enne, che lo scorso 3 aprile ha cercato di seminare i Carabinieri tra Gorle e Albino. Dopo una sequenza di sorpassi al limite, semafori rossi bruciati e tratti contromano solo la fortuna ha scongiurato una strage apparentemente già scritta.

La sequenza dell’inseguimento

Tutto ha avuto inizio nel pomeriggio a Gorle, dove una pattuglia della sezione Radiomobile di Bergamo, impegnata nei consueti controlli del territorio con mezzi veloci, ha notato una Volkswagen Taigo. A bordo viaggiavano due individui dal comportamento sospetto: una volta incrociato lo sguardo dei Carabinieri hanno dato segni evidenti di nervosismo e tanto è bastato a far alzare la paletta. Ma anziché accostare, il conducente ha scalato marcia e schiacciato il piede sull’acceleratore.

Nei concitati istanti successivi, la situazione è degenerata: il passeggero della Taigo ha aperto la portiera, si è lanciato dall’auto in corsa ed è sparito tra la fitta vegetazione circostante. Il guidatore ha invece preferito ignorare l’alt, costringendo le pattuglie a un inseguimento ad alta tensione tra i vicoli e le arterie principali di diversi centri abitati.

Da Gorle la fuga si è spostata verso Ranica, Villa di Serio e Alzano Lombardo, prima di puntare dritta verso Albino. Il 39enne al volante non si è fatto alcuno scrupolo: ha percorso tratti in contromano e con manovre ad alto rischio, seminando il panico tra gli altri automobilisti, costretti a eseguire frenate brusche e sterzate d’emergenza pur di evitare l’impatto frontale con la Volkswagen sempre più braccata dalle autorità.

L’arresto e la decisione del giudice

Alla frazione di Fiobbio di Albino, l’uomo ha tentato di lasciare l’asfalto per imboccare una strada sterrata di campagna, dettata forse dall’illusione di poter mandare in crisi l’assetto delle gazzelle sullo sterrato. Tuttavia, la manovra gli si è ritorta contro in pochi istanti: a causa della velocità eccessiva e dell’irregolarità del suolo, la Volkswagen ha perso aderenza su un dosso e si è ribaltata in maniera violenta su un fianco, dopo un testacoda incontrollato. L’urto non ha impedito al fuggitivo di strisciare fuori dall’abitacolo ancora cosciente; ha provato l’ultimo scatto a piedi, invano, ma è stato raggiunto e bloccato quasi subito.

Una volta portato in caserma, i nodi sono venuti al pettine. Gli accertamenti hanno rivelato che l’uomo non solo era irregolare sul territorio italiano, ma non aveva nemmeno mai conseguito la licenza di guida. Da qui, la reazione sconsiderata alla vista della paletta: senza patente né documenti in regola, l’uomo ha tentato in ogni modo di scampare a un finale amaro. Il processo per direttissima, celebrato la mattina successiva, ha convalidato l’arresto. Il giudice ha disposto l’obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia giudiziaria, firmando contestualmente il nulla osta all’espulsione. Oltre ai verbali e ai provvedimenti del giudice, resta la consapevolezza di quanto potesse andare molto peggio.

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