ROMA – La manovra da 32 miliardi è arrivata faticosamente al traguardo dopo una maratona notturna sugli ordini del giorno. La Camera in tarda nottata ha approvato il testo con 312 voti a favore e 153 contrari. Pochi minuti prima del voto finale, mentre interviene Leonardo Donno di M5S, i deputati di Fdi espongono uno striscione in Aula alla Camera con la scritta “M5S parlava di rivoluzione, ora pensa solo a mangiare il panettone”. E’ bagarre. Intervengono i commessi. Federico Mollicone, tra i deputati Fdi che espone lo striscione, sale sui banchi ed il presidente Fico lo espelle. Mollicone dapprima fa resistenza, poi viene accompagnato fuori dall’Emiciclo dai commessi mentre la maggioranza urla “Fuori, fuori!”.
Soddisfatto il premier Giuseppe Conte, uno degli ultimi a lasciare l’Aula. “Abbiamo approvato – dice – il provvedimento più importante per la politica economica e sociale dell’Italia”. Un breve colloquio con il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, e Conte pronostica anche il lavoro per le settimane a venire: “Lavoreremo da gennaio per dare al Paese le riforme, all’esito del confronto con tutte le forze politiche”.
Detratti i 23,1 miliardi di euro necessari a bloccare gli aumenti dell’Iva, gli interventi principali di spesa hanno riguardato le priorità individuate dal governo: tre miliardi per un primo intervento per il taglio del cuneo fiscale, 600 milioni in più per la famiglia per sostenere le spese degli asili nido ma soprattutto per gettare le basi del futuro assegno unico, e ancora il Green New Deal e i bonus per l’Industria 4.0 per incentivare lo sviluppo sostenibile. All’insegna dell’equità l’abolizione del superticket sanitario, ma anche la lotta all’evasione, strettamente collegata alle norme del decreto fiscale che prevedono invece una serie di misure di incentivo all’uso dei pagamenti elettronici. La legge di Bilancio viene approvata alla Camera con un contestato (ma ormai consueto) voto di fiducia, con 334 sì e 232 no (4 gli astenuti), nel testo identico a quello licenziato dal Senato. Al termine di una maratona notturna, con alcuni episodi di ostruzionismo, il voto finale. Dal lato della spesa, alleggerite la sugar tax e la plastic tax, al governo non è rimasta che la stretta sui giochi per trovare la quadra delle coperture: nei prossimi mesi salirà al 20% il prelievo sulle vincite superiori ai 500 euro.Costo del lavoro: Buste paga più pesanti per i lavoratori
Taglio del cuneo fiscale per quattro milioni e mezzo di lavoratori. La misura viene finanziata con 3 miliardi di euro per il 2020 e 5 per l’anno successivo, e va a beneficio in particolare dei lavoratori con redditi compresi tra i 26.600 (tetto limite per percepire il bonus Renzi da 80 euro, che viene confermato) e i 35 mila euro. Questa fascia di lavoratori avrà dunque in busta paga circa 500 euro in più l’anno prossimo e il doppio nel 2021. La misura viene solo presentata a grandi linee nella legge di Bilancio e verrà invece declinata in dettaglio in un decreto che il ministero dell’Economia s’impegna a definire già da gennaio insieme alle parti sociali, che verranno convocate subito dopo la pausa festiva. La misura entrerà in vigore a luglio.
Iva, evitato un aumento da 23,1 miliardi
Vengono sterilizzate le clausole di salvaguardia, che, se fossero scattate, avrebbero portato a un aumento dell’Iva da 23,1 miliardi. Il governo ha annunciato che l’anno prossimo intende però affrontare la questione con una modalità diversa da quella, consueta, dell’emergenza, e cioè attraverso una rimodulazione complessiva delle aliquote Iva che abbia tra gli obiettivi principali quello dell’equità. Intanto però la manovra, su pressione di un nutrito gruppo di parlamentari bipartisan, si limita a introdurre un’unica riduzione di equità sociale: l’aliquota sugli assorbenti biodegradabili e compostabili o lavabili e le coppette riutilizzabili passa da quella ordinaria (22%) a quella minima (5%). Una delusione per le firmatarie della richiesta, che avrebbero voluto tale riduzione per tutti i tipi di assorbenti.
Tasse etiche, plastica e zucchero saliranno di prezzo
La plastic tax e la sugar tax sono state tra le misure più discusse della legge di Bilancio. Le fortissime proteste delle associazioni imprenditoriali, e non solo, hanno portato a un forte ridimensionamento delle due misure, pensate da un lato per reperire risorse necessarie a finanziare le misure di spesa, ma anche per avviare un percorso di sviluppo sostenibile della nostra economia. La plastic tax entrerà in vigore il 1° luglio 2020, e varrà 45 centesimi al chilo; entrate attese 140,6 milioni di euro, rispetto alle previsioni iniziali di un miliardo. La sugar tax entrerà invece in vigore il 1° ottobre, con un valore di 0,10 centesimi al litro e 0,25 al chilo. Le entrate attese sono di 58,5 milioni di euro contro i 233 della versione iniziale della misura.
Lotta all’evasione: pagamenti elettronici e da gennaio digital tax
La lotta all’evasione fiscale è tra i cardini della manovra. Le misure messe in campo dovrebbero permettere il recupero di almeno tre miliardi, e sono strettamente collegate con le norme d’incentivo ai pagamenti elettronici, incluse nel decreto fiscale. Il rafforzamento degli strumenti digitali e della cooperazione tra le autorità di controllo, unito a una stretta al fenomeno delle compensazioni illegittime, dovrebbe favorire in via principale il recupero dell’evasione fiscale e contributiva. Previste inoltre misure di contrasto alle frodi nel settore dei carburanti. Viene poi introdotta dal primo gennaio una digital tax (che ammonta al 3% dei ricavi) sulle rendite dei colossi del web, per contrastare l’elusione attraverso la residenza all’estero.
Casa: detrazione del 90% per chi rifà le facciate
Confermati tutti i bonus per la casa, ad eccezione di quello per i giardini che però torna con il Milleproroghe. Pertanto si potranno continuare a detrarre le spese per la ristrutturazione, la riqualificazione energetica e sismica. Ma c’è anche qualche novità, a cominciare dal bonus facciate che prevede una detrazione del 90% delle spese sostenute nel 2020 per i lavori relativi alla facciata; vale solo però per le zone più densamente abitate. Viene rifinanziato con 10 milioni il Fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa e con 50 milioni quello per l’accesso alla casa in affitto. Per le famiglie in difficoltà arriva il bonus sociale per la Tari. Infine, viene fissata al 10% la cedolare secca sugli affitti concordati.
Ambiente, investiti 4,2 miliardi sull’economia verde
Green New Deal e Industria 4.0 sono le direttrici di sviluppo della manovra. Vengono stanziati 4,2 miliardi per la realizzazione di un piano di investimenti pubblici. Parte del finanziamento disponibile (non meno di 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020-2022) sarà destinata a interventi volti alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Per gli anni dal 2021 al 2034 vengono stanziati 8,5 miliardi di euro di contributi ai Comuni per progetti di rigenerazione urbana. Arriva una nuova forma di bonus per acquisto beni strumentali nuovi o di Industria 4.0. Il credito d’imposta per acquisti eseguiti dalle imprese nel 2020 (fino al primo semestre 2021) ha un tetto massimo di spesa di 2 milioni di euro e copre il 40% del costo di beni ad elevato contenuto tecnologico e il 15% per il software.
Salute, da settembre scompare il superticket da 10 euro
Via dal 1° settembre il superticket da 10 euro su analisi e visite specialistiche: si tratta della quota di compartecipazione, a carico dell’assistito, al costo delle prestazioni sanitarie. La misura è finanziata con 185 milioni per il 2020 e 554 milioni di euro annui a partire dal 2021. In materia di salute c’è anche un incremento delle risorse per gli interventi in materia di edilizia sanitaria, che possono ora contare su due miliardi di euro; una quota di 235 milioni è destinata a favorire l’uso di apparecchiature sanitarie da parte dei medici di base. Per la disabilità e non autosufficienza sono previsti 879 milioni in 4 anni, mentre 157 milioni sono destinati a sovvenzionare i contratti di formazione specialistica per i medici.
Famiglia: più soldi per gli asili nido, prorogato il bonus bebè
Viene rimandata all’anno prossimo l’istituzione dell’assegno unico, chiesto con forza dal Forum delle Famiglie, ma la legge di Bilancio mette in campo diverse misure a sostegno delle famiglie con figli. Viene prorogato il bonus bebè, mentre il bonus asili nido viene portato a 3.000 euro per i redditi Isee fino a 25.000 euro e a 2.500 per quelli fino a 40.000. Viene istituito un fondo da 100 milioni annui (200 dal 2024) per finanziare interventi di riqualificazione o costruzione di asili nido. C’è poi un bonus di 400 euro per le mamme che non possono allattare, arriva fino al sesto mese di vita del neonato. Il congedo obbligatorio di paternità inoltre viene portato a 7 giorni. Si implementa di 600 milioni di euro il Fondo Unico per la famiglia, che ha già una dotazione di due miliardi.