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Sfascia la sala parto e accusa: “Mancavano anestesisti, mia figlia morta per un cesareo negato”

Ott 10, 2019

REGGIO CALABRIA. Vetri della sala parto in frantumi, ostetriche terrorizzate, suppellettili e strumentazione distrutti. È stato necessario l’intervento di familiari e amici per calmare un giovane padre, che ha sfogato contro cose e persone del reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia la rabbia per la morte della secondogenita. La piccola avrebbe dovuto nascere con parto cesareo in mattinata, ma non ha mai visto la luce. Sul perché, le versioni dei genitori e del personale ospedaliero divergono. Secondo quanto denunciato dalla giovane mamma e dal marito, ieri, un giorno prima del parto programmato, la donna si sarebbe presentata in ospedale lamentando un forte malessere. I medici l’avrebbero rassicurata, invitandola a tornare l’indomani anche perché, a causa dell’assenza di anestesisti, non sarebbe stato possibile anticipare il parto.

Nella nota diramata dall’Asp però, a questa visita non si fa cenno. Il direttore generale Elisabetta Tripodi riferisce solo di una visita del 26 settembre scorso, necessaria proprio per programmare il cesareo previsto per oggi. Ma – si specifica – “alle 10.21 di questa mattina la signora è stata sottoposta a ulteriori controlli dai quali purtroppo è emersa la presenza di un feto premorto.

Appresa la notizia, il marito della signora ha avuto una reazione incontrollata, tale da indurre l’ostetrica di turno a chiamare la polizia”. In ogni caso, sull’accaduto, promette Tripodi, sarà aperta un’inchiesta interna e “saranno adottati i dovuti provvedimenti nel caso in cui dovessero scaturire specifiche responsabilità”. I genitori della bimba mai nata però non hanno dubbi e puntano il dito contro l’ospedale. A tentare di fare chiarezza su quanto avvenuto ci penserà anche la procura di Vibo, che ha aperto un fascicolo dopo la denuncia presentata dalla coppia.

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