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Sea Watch 3, Salvini: “Nessun premier potrà farli sbarcare” – Il Fatto Quotidiano

Mag 17, 2019

Mentre la Sea Watch 3 con a bordo 65 persone, tra cui anche bambini piccoli, punta verso Lampedusa, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, anticipa qualsiasi tentativo di sbloccare una nuova situazione di impasse tra governo e ong e scatena un nuovo scontro interno alla maggioranza di governo: “Non c’è presidente del Consiglio che tenga e non c’è ministro dei 5 Stelle che tenga. In Italia i trafficanti di esseri umani non arrivano più”, ha dichiarato il vicepremier, con il Viminale che ha dato indicazione ai comandanti della nave di dirigersi verso la Tunisia. L’altro vicepremier, Luigi Di Maio, risponde a muso duro definendo Salvini un aspirante “uomo solo al comando”: “Dalle continue dichiarazioni che escono è evidente che c’è chi vuole alzare il livello di scontro. Non c’è molto da aggiungere rispetto agli attacchi al presidente del Consiglio che ha tutto il sostegno mio e del governo. Dico solo che, per la legge dei grandi numeri, se tutti pensano una cosa e c’è un singolo contrario forse ha torto il singolo. Di uomini soli al comando ne abbiamo già avuti e in Italia non ne sentiamo certo la mancanza”.

Anche fonti del Movimento 5 Stelle fanno capire che le parole del vicepremier leghista non sono piaciute ai partner di governo: “L’attacco di Salvini al presidente Conte sul tema dei migranti è l’ennesimo maldestro tentativo di provare a spostare l’attenzione mediatica dalle continue notizie di rappresentanti della Lega coinvolti in casi dicorruzione. Un chiaro segno di difficoltà e di debolezza. Del resto le sue ultime dichiarazioni denotano una imbarazzante schizofrenia politica. Nel caso della nave Diciotti, per Salvini andava benissimo la gestione collegiale da parte del governo, ora sostiene che nessuno deve dargli ordini”.

Le parole del leader del Carroccio fanno chiaro riferimento a come sono stati risolti i precedenti recenti, come quello della nave Diciotti della Marina Militare italiana che in più occasioni ha potuto far scendere i migranti a bordo solo dopo l’intervento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, o del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. La Sea Watch, però, non è una nave della Marina, ma di un’organizzazione non governativa, ed è per questo che Salvini chiude a ogni possibilità di dialogo: “Sono degli scafisti, i porti rimangono chiusi”.

Dopo essere rimasta davanti alle acque territoriali italiane per un giorno, in attesa del via libera per poter approdare in un porto siciliano, in mattinata la Sea Watch 3 ha deciso di puntare verso Lampedusa. “Siamo a 15 miglia da Lampedusa, a bordo abbiamo 65 persone, alcune disidratate, e alcuni bambini piccoli. Le condizioni meteo sono cattive“, ha detto all’Ansa il comandante Arturo Centore. Ma per imbarcazione ed equipaggio, che mercoledì hanno soccorso 65 persone in acque libiche, tra cui due neonati, un disabile e diversi con ustioni gravi, lo sbarco sull’isola sarà complicato. L’imbarcazione è stata raggiunta già in mattinata dalla Guardia di finanza e dalla Capitaneria di porto che hanno notificato all’equipaggio la diffida firmata dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ad entrare in acque territoriali italiane. “Erano prima in acque libiche e poi in acque maltesi, ma mettendo a rischio la vita degli immigrati a bordo vogliono a tutti i costi arrivare in Italia. Questi non sono soccorritori ma scafisti e come tali verranno trattati. Per i trafficanti di esseri umani i porti italiani sono e rimangono chiusi”, aveva poi dichiarato il capo del Viminale.

“Non siamo scafisti, siamo un equipaggio di volontari”, ha risposto Centore. “Vengono dette tante cose inesatte sul nostro conto – precisa il comandante – e per questo ci tengo a parlare e dire come stanno veramente le cose”.

Proprio a Lampedusa, i pm della Procura di Agrigento stanno interrogando il comandante e il capo missione di un’altra nave, la Mare Jonio della ong Mediterranea Saving Humans, che nei giorni scorsi è finita sotto sequestro dopo aver fatto sbarcare le 30 persone a bordo. La Procura non può però aprire un fascicolo d’inchiesta, visto che l’imbarcazione della ong tedesca si trova ancora in acque internazionali e quindi sta rispettando la diffida. Il procuratore aggiunto, Salvatore Vella, e il sostituto, Alessandra Russo, stanno seguendo l’evolversi della situazione.

Mercoledì, la Sea Watch era intervenuta per soccorrere un gommone con 65 persone a bordo a 30 miglia dalle coste libiche. I membri dell’equipaggio, attraverso i canali Twitter e, successivamente, con un comunicato dell’organizzazione, avevano fatto sapere che dopo l’intervento avevano provato a contattare sia la Guardia Costiera libica che le autorità italiane, maltesi e olandesi, ma che nessuno aveva risposto ai loro messaggi.

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