AGI – Un problema di violenza e sicurezza esiste, anche nelle scuole. Ma al momento non c’è una vera e propria emergenza coltelli, secondo quanto riferito all’AGI, sia dagli studenti sia dall’Associazione dei presidi che però, con il presidente Antonello Giannelli, lancia un monito sul “rischio emulativo” dopo episodi come quello del diciottenne ucciso in classe a La Spezia.
I ragazzi interpellati non fanno fatica a riconoscere che la questione sia di stretta attualità. Anche se, domandando all’uscita di un liceo romano e in qualche altra scuola, gli studenti sono restii a parlare di ‘moda’ di portare i coltelli a scuola, come denunciato da alcune parti. Nessuno riferisce di averne visti in giro o di aver assistito a episodi violenti. Eppure l’allarme è circolato anche sui social, dove oltre ai coltelli in classe si è parlato di emergenza per l’uso e lo spaccio di droga.
Le misure del governo: circolare e metal detector
Proprio a fronte di tutto questo, una settimana fa il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e quello dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, hanno firmato una circolare, inviata a tutte le scuole con “Misure per il rafforzamento delle azioni di prevenzione e contrasto di fenomeni di illegalità negli istituti scolastici”. E tra le proposte, c’è anche la possibilità di installare metal detector laddove la situazione sia tanto critica da richiederla. Interventi che in ogni caso, dovranno essere richiesti dal dirigente scolastico al prefetto; poi, il comitato provinciale per l’ordine pubblico valuterà la situazione. In ogni caso, come si legge nel documento del Viminale e del Mim, “l’attività di controllo resta affidata ai soli operatori di pubblica sicurezza, evitando ogni impropria partecipazione del personale degli istituti interessati”. A una settimana dalla circolare, l’AGI ha chiesto a sindacati e associazioni se ci siano state segnalazioni o richieste in tal senso. E la risposta, ad oggi, è negativa.
La posizione degli studenti: no alla repressione
Ma cosa ne pensano i ragazzi? Secondo Bianca Piergentili, coordinatrice della Rete degli studenti medi del Lazio, interpellata dall’AGI, “non esiste una moda di portare coltelli ma – riconosce – viviamo in un mondo e in una società in cui sempre di più vediamo la violenza come una cosa normalizzata”. Critica però i contenuti della circolare: “Pensiamo non sia questa la risposta. I metal detector nelle scuole rappresentano l’ennesima misura spot di un governo che decide di reprimere piuttosto che ascoltare e indagare le vere cause del disagio e della violenza. Abbiamo bisogno di una scuola che sia un vero spazio di cura, con sportelli psicologici ed educazione sessuo/affettiva. Siamo preoccupati – conclude – per le risposte repressive del governo Meloni e del ministro Valditara”.
Il rischio emulativo secondo il presidente Anp
Sul fronte dei presidi, il presidente dell’Anp, Antonello Giannelli, spiega all’AGI che “segnalazioni non ce ne sono state, poi non so se ci siano state richieste a prefetture, anche perché sono temi delicati e riservati”. Ma prosegue: “Il problema tra gli adolescenti è che l’ emulazione gioca un ruolo fondamentale e mi sembra che gli adulti non si rendano bene conto di questa cosa. Dare eccessivo rilievo mediatico a certi episodi purtroppo non fa che moltiplicarli. Gli adolescenti – spiega ancora – sono come le scimmiette… l’apprendimento emulativo è fondamentale”. “Detto questo – sostiene Giannelli – in Italia non esiste un’emergenza coltelli e soprattutto non c’è nelle scuole”.
Prevenzione e modelli culturali negativi
A proposito della circolare e della possibilità di installare i metal detector, dice di essere d’accordo: “Condivido lo strumento dei due ministri, che mette a disposizione anche la possibilità del metal detector e soprattutto delle forze dell’ordine, cosa che può servire a prevenire alcuni problemi. Questo non risolverà il problema della violenza nella società, e del resto non è possibile che sia così. D’altronde, provocatoriamente dico che siamo sommersi dalle serie tv che non fanno che magnificare il criminale giovane, ‘modellizzano’ un tipo di comportamento malevolo… Noi che tipo di modello vogliamo dare ai nostri giovani? Magari – esorta – facciamo qualche serie sui giovani gentili, educati o sui cittadini che pagano le tasse, e magari otterremo un effetto migliore”.
Il prossimo decreto sicurezza e la stretta sui coltelli
Circolare a parte, domani dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri l’ultimo decreto sicurezza che, tra le altre cose, prevede anche una stretta sui coltelli e norme per la prevenzione della violenza. Giannelli è d’accordo con questo strumento? “Premesso che dovrei leggere il testo di legge, che non conosco, ma certo se si vieta di andare in giro con i coltelli è ovvio che sono d’accordo. Certo mi rammarico – conclude – che serva un provvedimento di legge per vietarli”.