• 2 Gennaio 2026 23:57

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Scuole, lo stop alle lezioni potrebbe essere prorogato. Scontro con gli scienziati – La Stampa

Mar 6, 2020

ROMA. Mentre il Governo non esclude di prorogare oltre il 15 marzo la chiusura delle scuole, gli scienziati si dividono tra un fronte del no, di cui fanno parte quelli che considerano la misura senza «evidenza scientifica di efficacia», e quello del si, che vede nei bambini un potenziale volano di diffusione del virus. Che intanto galoppa, tanto da far pensare che 10 giorni di stop potrebbero non bastare. «In prossimità della scadenza, con un certo anticipo per evitare incertezze, cercheremo di fare un aggiornamento», ha annunciato Conte. Me se la sospensione della didattica proseguirà anche dopo il 15 marzo «non lo so nemmeno io».

Decreto coronavirus, i divieti e provvedimenti presi dal governo spiegati in 2 minuti

I contrari

Certo è che continuare a tenere chiusi i cancelli di scuole e università si scontra col parere di tutto il comitato scientifico, che dovrebbe supportare le scelte dell’esecutivo e che invece ha bocciato la chiusura, perché «di reale efficacia solo se prolungata nel tempo». Un giudizio espresso all’unanimità dal gruppo dei «magnifici otto» che comprende scienziati e tecnici di primo livello: a partire da Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, Agostino Miozzo, braccio destro di Borrelli alla Protezione civile, Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani, Claudio D’Amario, direttore della prevenzione al ministero della Salute, Giuseppe Ruocco, direttore generale dello stesso dicastero.

C’è l’allarme coronavirus? Video-lezioni di algebra in diretta dalla cucina della prof a Cuneo

Per arrivare a Mauro Dionisio, direttore della sanità marittima e di frontiera, Francesco Maraglino, direttore della prevenzione alla Salute e Alberto Zoli, a capo dei servizi di emergenza lombardi. Chi non le manda a dire è anche Donato Greco, epidemiologo di fama internazionale ed ex capo del centro nazionale di epidemiologia dell’Iss. «Nessuno scienziato serio può negare l’assenza di prove di efficacia. I bambini e gli scolari, contrariamente all’influenza stagionale, non trasmettono questo virus. Tra due settimane saremo esattamente dove l’epidemia avrà deciso di essere».

Coronavirus, al Politecnico di Milano la tesi si discute in streaming nelle aule vuote

I favorevoli

Un fronte del no ampio e compatto al quale si contrappongono però scienziati che considerano per nulla sbagliata la decisione. Tra questi il virologo Roberto Burioni. «Mi fa ridere sentir parlare di evidenza scientifica rispetto a un virus che è apparso due mesi fa. Noi in questo momento non sappiamo se bambini e ragazzi si infettano senza ammalarsi e se trasmettono poi il virus pur senza sintomi.

Didattica a distanza anche su YouTube, ecco come si organizza l’Università del Piemonte Orientale

Sappiamo però che la scuola è un luogo dove si diffondono più facilmente le infezioni». Pollice in su anche da parte di Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore del “Galeazzi” di Milano. «Diciamo che la misura ha un valore simbolico, ci ricorda che è importante essere auto responsabili. Non sappiamo quanto il virus circoli tra i bambini pur senza farli ammalare e comunque, sembra brutto dirlo, facendoli stare a casa limitiamo anche gli spostamenti delle loro mamme».

Scuole chiuse, consigli per genitori e studenti: ecco perché i pedagogisti lo reputano tempo utile

La pensa così anche Pier Luigi Lopalco, epidemiologo dell’Università di Pisa. «La chiusura delle scuole è sperimentale ma opportuna». Poi spiega: «le uniche evidenze scientifiche che possiamo prendere a modello sono quelle delle pandemie influenzali, che d’estate scompaiono. Non per il caldo come sento ripetere ma per il rallentamento dei contatti sociali, favorito anche dalla chiusura delle scuole».

Coronavirus, Landini: “Non verranno chiuse le scuole, sarà sospesa l’attività didattica, insegnanti e amministrativi devono andare a scuola”

L’incerto

Smussa i toni Franco Locatelli. «Questa situazione è senza precedenti, non ci sono elementi solidi e inconfutabili per formulare raccomandazioni stringenti». La chiusura delle scuole «può aiutare a contenere il contagio del 10, 20, 30 per cento? Al momento non lo sappiamo», ammette. Che è come dire la sospensione serve ma non sappiamo quanto.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close