il presidente della consob
Il presidente della Consob, intervenendo al Meeting di Rimini, ha sottolineato che le istituzioni Ue sono «incomplete»
20 agosto 2019

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Quando è scoppiata la crisi internazionale «l’Europa era impreparata, la Bce era impreparata. Draghi (insediatosi il 1°novembre 2011, ndr) ha fatto il Quantitative easing solo nel 2012, quattro anni dopo» l’inizio della crisi. «Questa è la mia critica, non sono contro l’Europa ma (le istituzioni, ndr) non sono state dotate degli strumenti giusti». Così Paolo Savona, presidente della Consob, intervenendo al Meeting di Rimini, sottolineando che le istituzioni Ue sono «incomplete».
Errori Bce su interventi debito pubblico
Per Savona «serve una banca centrale che ha il potere di intervenire sulla speculazione ma non nel modo in cui ha fatto Draghi». Infatti, Savona ha spiegato che la Bce «interviene sul debito pubblico italiano che ne ha bisogno, perché è oggetto di speculazione, ma poi interviene anche su quello tedesco che non ne ha bisogno» e in questo modo «gli interventi della banca centrale calmierano ma non risolvono».
PER APPROFONDIRE / Dal debito all’Ue, il Savona-pensiero nella relazione Consob
«Debito pubblico Italia esposto a speculazione»
Dato che il debito pubblico italiano è esposto alla speculazione, per il presidente della Consob nella nuova legge di bilancio l’Italia «dovrebbe fare un preambolo» che consenta di fatto sforamenti ai parametri europei, che permetta al Paese di “campare”, con un «patto che sarebbe credibile» soprattutto se «la Bce sarà aggressiva e l’Italia si impegna a rivedere integralmente la sua struttura di bilancio» in modo che il
rapporto debito/Pil si avvicini allo zero.