Un colpo di scena, un aut aut che mette il governo nella condizione di dare il via libera senza spaccature. Conte non lo dice, ma il senso : il premier sono io, decido io e se qualcuno non d’accordo, la storia finisce qui. Un preludio cos deciso, una rivendicazione di autonoma cos forte, stupisce ma raggiunge il suo scopo. Conte riepiloga la vicenda Siri. Spiega che la decisione non giudiziaria e sebbene sia avvocato, parla da politico: Siri ha agito da sottosegretario, per un fatto privato non per interesse generale, questa la cosa pi grave. Come faccio a fidarmi ancora?. Il premier spiega che non si torner indietro: Dovesse risultare innocente, e glielo auguro, non cambierebbe questa decisione, che di opportunit politica. Poi rivendica la sua imparzialit, dopo le accuse leghiste di essersi schierato con i 5 Stelle, e ricorda il caso Diciotti. All’avvocato Conte, replica la collega Giulia Bongiorno, che ormai oltre che da ministro per la Pubblica Amministrazione agisce quasi da legale della Lega e di Salvini. Riepiloga le incongruenze del caso, spiega che non ci sono prove e aggiunge: In uno Stato di diritto, non si decide la sorte di una persona per un titolo di giornale. Cosa succederebbe se domani arrivasse un avviso di garanzia a un altro membro del governo?.