Guida autonoma in Italia? Si può e si deve fare: Matteo Salvini mira ad accelerarne l’introduzione e ne parla con Elon Musk. Agli Stati generali della logistica del Nord-Ovest, organizzati a Genova, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha annunciato il colloquio e affrontato la crisi dell’industria automobilistica europea, senza risparmiare una dura critica al Green Deal.
La telefonata sulla guida autonoma
Il vicepremier ha confermato il dialogo con il numero uno di Tesla, spiegando di aver già coinvolto i funzionari del ministero:
“Le aziende vogliono investire in Italia, ieri ho fatto una call con Elon Musk sul tema della guida autonoma, ai tecnici del ministero ho dato indicazione di aprire il più possibile le porte, a normativa vigente, alle innovazioni”
Quindi Salvini ha richiamato l’esperienza di altri Stati europei, dove alcune tecnologie di automazione hanno già ottenuto autorizzazioni. La diffusione di queste tecnologie solleva ancora interrogativi sulle responsabilità in caso di incidente.
“In alcuni Paesi europei la guida autonoma è già prassi, con tutti i problemi e i vincoli, assicurativi, di giustizia civile e penale, che però non possono chiudere le porte al futuro”
Il confronto richiama anche il Tesla Assisted Driving, sistema precedentemente conosciuto come Full Self-Driving (Supervised). Nonostante il nome, il software non permette di abbandonare il controllo del veicolo: il conducente deve continuare a sorvegliare la strada e intervenire qualora necessario.
Ad aprile l’autorità olandese RDW ne ha autorizzato l’utilizzo nei Paesi Bassi. L’estensione all’intera Unione europea necessita però di un ulteriore via libera: il voto inizialmente atteso a ottobre è stato rinviato.
I conti in rosso di Volkswagen e le accuse al Green Deal
Nel suo intervento Salvini ha poi affrontato le difficoltà dei costruttori europei. Il leader leghista ha preso spunto dai risultati trimestrali di Volkswagen, che ha registrato una perdita netta di circa 5,82 miliardi di euro tra luglio e settembre 2026.
“Volkswagen nel terzo trimestre 2026 ha perso sei miliardi perché i tedeschi hanno fatto male i conti: pensavano di invadere il mercato cinese di Volkswagen, il problema che è stato il mercato cinese ad invadere la Germania di Byd”
La ricostruzione del vicepremier tira in ballo la concorrenza cinese, anche se sui conti di Wolfsburg hanno pesato ulteriori fattori, fra cui i costi della riorganizzazione e le svalutazioni legate a Porsche.
Salvini ha criticato le politiche ambientali dell’Unione europea, contestando il rapporto fra i vincoli imposti ai costruttori del continente e la produzione energetica cinese:
“L’Europa decarbonizza dello zero virgola a suon di tasse e la Cina per venderci le auto elettriche con cui entrare nelle Ztl brucia il 60% del carbone. C’è qualcosa che non gira”
Ancora più severo il giudizio sul Green Deal europeo, definito dal ministro “una folle ipocrisia”. Il record mondiale delle emissioni di CO2 raggiunto nel 2025 è, secondo Salvini, la dimostrazione che le riduzioni europee rischiano di essere vanificate dall’aumento delle emissioni in altri Paesi.
La sua conclusione si concentra sulla natura globale del problema ambientale:
“La CO2 non conosce confini macroregionali, gira e non gira solo la CO2”