Tre minorenni sono finiti nei guai a Udine dopo un video pubblicato sui social per pavoneggiarsi dell’auto appena rubata. L’inesperienza dei protagonisti ha permesso ai carabinieri di San Giovanni al Natisone, in provincia di Udine, di rintracciare online le immagini dei ragazzi a bordo del veicolo e, senza particolari difficoltà, si è configurata l’ipotesi di reato di furto aggravato in concorso.
L’obiettivo dei giovani era quello di vantarsi delle loro capacità furtive, ma sono stati traditi dalla foga di postare la loro impresa criminale sui social. Questo gesto la dice lunga sullo stato di dipendenza psicologica dei minorenni che, persino in un atto criminoso, hanno scelto di accendere la camera per divulgare online la bravata appena compiuta. Nessuno ha pensato saggiamente che le immagini sarebbero trapelate e finite nelle mani degli inquirenti che sono riusciti a risalire ai responsabili.
Firma digitale del furto
Gli smartphone che ci seguono ovunque sono diventati anche degli strumenti di accertamento, consentendo di ricostruire posizione e azioni degli utilizzatori. I carabinieri, durante le indagini, sono riusciti a identificare i minorenni, segnalati presso la stazione di San Giovanni al Natisone, all’autorità giudiziaria competente.
Per i minorenni si sarebbe configurata l’ipotesi di reato di furto aggravato in concorso. Dopo la denuncia presentata dal proprietario dell’automobile, che si era rivolto agli agenti per segnalare la sottrazione, sono scattati i controlli e proprio sul web è emersa la verità. Il trio, una volta entrato in macchina, preso dall’adrenalina ha attivato la camera per poi postare un video sui canali social. Con l’intento di mostrare agli amici l’azione appena compiuta, senza riflettere, si sono autoaccusati pubblicamente di un reato molto grave.
L’illecito in questione è disciplinato dall’articolo 624 del Codice Penale sul furto semplice, ma diventa quasi sempre un furto aggravato ai sensi dell’Articolo 625 del Codice Penale. L’art. 624 prevede la reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa da 154 a 516 euro. Risulta procedibile a querela della persona offesa. Scatta l’art. 625 per il furto di un mezzo posteggiato in aree pubbliche (esposto alla pubblica fede) o commesso con destrezza/mezzi fraudolenti. La pena sale a una reclusione da 2 a 6 anni (o superiore in presenza di più aggravanti) e multa da 927 a 1.500 euro, con procedibilità d’ufficio.
Migliaia di visualizzazioni
Il video di breve durata era diventato virale, una volta pubblicato e ricondiviso su più piattaforme. Sulla base del contenuto pubblicato online sono stati condotti gli accertamenti che hanno permesso di scoprire la verità. Come da prassi, nello specifico, non sono state annunciate le identità dei ragazzi, tutti al di sotto dei 18 anni, né ulteriori dettagli sul contenuto del filmato.
Fattore di non poca rilevanza, l’auto sottratta è stata ritrovata dai carabinieri e restituita al legittimo proprietario. Per i tre giovani è scattata la segnalazione alla Procura competente per i minorenni con l’ipotesi di furto aggravato in concorso. Per una volta i social network hanno offerto una possibilità inaspettata alle vittime di evitare le conseguenze di un atto vile e piuttosto comune alle nostre latitudini. Non capita tutti i giorni che i ladri lascino tracce del loro misfatto, ma questo è potuto accadere perché riteniamo che si trattasse un’esibizione puerile davanti agli amici allo scopo di attirare nel peggiore dei modi l’attenzione.