• 17 Ottobre 2026 7:56

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Rottamare l’auto in sicurezza: cosa prevede il nuovo Regolamento europeo

Ott 17, 2026

Consegnare le chiavi all’autodemolitore basta a chiudere la storia di un’auto? Tra il ritiro del mezzo, il trattamento dei materiali e la cancellazione dai registri si sviluppa una procedura dalla quale dipendono la tutela del proprietario e la destinazione di ciò che resta del veicolo. A renderla più uniforme e tracciabile interviene il Regolamento europeo sui veicoli fuori uso, costruito attorno al principio che il rottame deve raggiungere operatori autorizzati mentre i documenti devono consentire alle autorità di seguirne il percorso.

La gratuità della consegna occupa un posto centrale nella riforma, ma le sue condizioni meritano attenzione. Accanto alle eccezioni, il provvedimento rafforza il certificato di rottamazione e il collegamento con i registri di immatricolazione così da ridurre gli spazi nei quali un veicolo può scomparire senza lasciare tracce.

Cosa prevede il nuovo Regolamento

Il riferimento normativo è il Regolamento europeo 2026/1738 secondo cui chi porta un’auto alla demolizione nell’ottobre 2026 deve seguire le procedure italiane in vigore. All’ultimo proprietario verrà garantito il conferimento gratuito a un impianto di trattamento autorizzato o a un punto di raccolta. Non bisognerà dimostrare che il veicolo conservi un valore commerciale apprezzabile. Il sistema serve infatti a intercettare anche i mezzi ormai privi di interesse sul mercato. Gli importi da mettere in conto sono i seguenti:

emolumenti Aci: 13,50 euro
diritti della Motorizzazione civile: 10,20 euro
imposta di bollo: 32,00 euro

A queste somme si aggiungono i costi di riscossione dei versamenti di competenza della Motorizzazione civile. L’eventuale trasporto va invece valutato separatamente.

Fra i componenti considerati essenziali, l’articolo 24 richiama i motori elettrici, le batterie dei veicoli elettrici, i motori a combustione interna e diversi pezzi di carrozzeria di grandi dimensioni. Se queste parti mancano, il diritto al conferimento gratuito può venir meno, a meno che ricorra una delle deroghe.

Il senso della misura emerge osservando ciò che può accadere prima dell’arrivo al centro autorizzato. I componenti con un mercato vengono separati dal resto mentre la carcassa e le frazioni meno remunerative rischiano di essere abbandonate o gestite male. Collegando la gratuità alla completezza del mezzo, il legislatore punta a scoraggiare lo smontaggio illegale e a favorire la raccolta dei veicoli integri.

Perché i rifiuti aggiunti fanno perdere la gratuità

Anche un’auto completa esce dal regime gratuito se contiene rifiuti aggiunti. La disposizione riguarda materiali estranei al veicolo, non i suoi componenti diventati rifiuti con la fine dell’utilizzo. Si tratta ad esempio di sacchi di macerie o scarti domestici caricati nel bagagliaio che trasformerebbero il mezzo in un contenitore per rifiuti diversi.

Prima della consegna conviene quindi svuotare abitacolo e vano di carico, recuperando gli oggetti personali e avviando gli scarti estranei ai rispettivi sistemi di raccolta. Diverso è il caso dei fluidi e delle parti dell’auto in quanto la loro gestione rientra nelle operazioni tecniche affidate agli operatori autorizzati.

Auto elettriche, l’eccezione per la batteria già rimossa

Un’attenzione specifica è riservata alla batteria di trazione. Anche quando manca, il conferimento resterà gratuito se l’ultimo proprietario presenta documenti capaci di provare che un operatore professionale l’ha gestita nel rispetto del Regolamento europeo, dedicato alle batterie e ai relativi rifiuti.

Il requisito non si esaurisce nella prova che qualcuno abbia estratto il pacco dall’auto. A dover risultare è una gestione professionale conforme alla disciplina europea. La conservazione della documentazione ricevuta durante l’intervento diventa quindi una precauzione se la demolizione del veicolo avviene molto tempo dopo. L’eccezione distingue la separazione regolare di un componente dallo svuotamento incontrollato del mezzo. Per un accumulatore destinato a un percorso consentito dalla normativa, la mancanza sull’auto non si traduce in un costo di consegna.

Sul piano pratico, il proprietario può chiarire in anticipo con il centro autorizzato quali documenti presentare senza scoprire al momento del ritiro che le prove conservate non bastano.

Nel testo definitivo compare quindi una precisazione sull’eccezione assicurativa. Il conferimento resterà gratuito, pur in assenza di parti essenziali, per i veicoli dichiarati dalle compagnie come perdita tecnica totale.

Il certificato elettronico che accompagnerà la rottamazione

Con il nuovo regime, l’impianto di trattamento autorizzato rilascerà all’ultimo proprietario il certificato di rottamazione in formato elettronico, secondo il modello previsto nell’allegato X.

Alla consegna nell’impianto seguirà una notifica elettronica alle autorità competenti, della quale il proprietario riceverà copia. Il documento avrà riconoscimento negli altri Stati membri e sarà il presupposto per la cancellazione dell’immatricolazione. Le autorità potranno annullarla solo dopo averlo ricevuto. Si tratta di collegare la presa in carico del rifiuto alla sua posizione nei registri senza che i due percorsi restino separati.

Va distinta la funzione del punto di raccolta da quella dell’impianto di trattamento. Il primo rilascerà un documento elettronico che conferma il ricevimento. Al secondo spetterà il certificato previsto dall’articolo 25.

Quando un’auto immatricolata in Italia viene conferita a un impianto autorizzato di un altro Paese dell’Unione europea, il passaggio oltreconfine non dovrà interrompere la tracciabilità. Le autorità dello Stato nel quale è stato emesso il certificato informeranno quelle del Paese di immatricolazione. Per il proprietario il vantaggio sarà un collegamento più strutturato fra il luogo del trattamento e il registro di origine.

Come rottamare in sicurezza oggi in Italia

Nell’attesa dell’applicazione delle nuove disposizioni, la scelta dell’operatore resta il primo controllo. Il veicolo va consegnato a un centro di raccolta autorizzato oppure, quando viene ceduto per acquistarne un altro, al concessionario o agli altri soggetti ammessi dalla disciplina. Gli elenchi dei centri autorizzati possono essere consultati attraverso i riferimenti indicati dagli uffici Pra.

Alla pratica servono le targhe, la carta di circolazione o il Documento Unico e il certificato di proprietà o il foglio complementare. Per targhe o documenti mancanti occorre gestire la denuncia di smarrimento o furto prevista dalla procedura; tra gli allegati figura la copia del certificato rilasciato dal centro.

Prima di separarsi dal mezzo, il proprietario deve ricevere il certificato di rottamazione e controllarne i dati ovvero identità delle parti, estremi dell’autorizzazione dell’impresa, identificazione dell’auto, data e ora della presa in carico, impegno a richiedere la cancellazione dal Pra.

Entro 30 giorni consecutivi dalla consegna, il centro o il soggetto che ritira l’auto deve presentare la richiesta di cessazione della circolazione per demolizione. Per chiudere il controllo, conviene ottenere la ricevuta dell’avvenuta cancellazione dal PRA e dall’Archivio Nazionale Veicoli, conservandola insieme al certificato.

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