ROMA – Gli inquirenti hanno ancora 24 ore di tempo per decidere se arrestare con custodia in carcere oppure mettere ai domiciliari Pietro Genovese, il ventenne che sabato notte, al volante della sua auto, ha travolto e ucciso le due adolescenti romane Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli. Tertium non datur. Il figlio del noto regista infatti, iscritto nel registro degli indagati per duplice omicidio stradale, non ha superato i test di alcol e droga. Il suo tasso alcolemico è di 1.4: come se avesse bevuto un litro e mezzo di vino o tre litri di birra o mezzo di limoncello. Di più: anche il test della cocaina e quello della cannabis sono risultati positivi. Un neopatentato non può superare il livello 0 e, se avviene, è prevista appunto la misura degli arresti. Sta ora al giudice decidere se disporli a casa oppure in un carcere. Questo a prescindere dalla dinamica che, grazie alla relazione consegnata in procura dai vigili urbani di Roma Capitale, sembra ormai lasciare piccoli margini di dubbio.
Gaia e Camilla, sabato notte, hanno attraversato la strada, corso Francia (uno stradone a scorrimento veloce nel cuore di Roma nord), fuori dalle strisce pedonali e a semaforo verde per gli automobilisti. Il suv Renault Koleos di Pietro Genovese arrivava a 80 km orari. “Non mi sono proprio accorto di loro, non le ho viste”, ha dichiarato al pm.
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in riproduzione….
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“Voglio giustizia, non vendetta” ha detto la mamma di Camilla al suo legale, l’avvocato Cesare Piraino. “Sono distrutti – ha dichiarato il penalista – . Una famiglia unita, colpita in modo tragico da questa vicenda”. Così come la famiglia di Gaia e quella di Pietro, il cui padre ieri si è detto affranto per la morte delle ragazze, prima ancora che preoccupato per le sorti giudiziarie del figlio.
Al giovane era stata sospesa per 15 giorni la patente lo scorso ottobre per un cumulo punti che aveva sommato (in negativo) con comportamenti alla guida poco corretti: multe per eccesso di velocità, sorpassi quando non era consentito, soste selvagge. Era anche segnalato come “assuntore” di droghe leggere: per tre volte era stato fermato, nel 2016, 2017 e 2019 dalle forze dell’ordine che lo avevano trovato con piccoli quantitativi di stupefacenti per uso personale, durante controlli avvenuti mentre era in strada a piedi. Sabato scorso però le negligenze stradali si sono sommate al consumo di droga. Un mix che ha generato una tragedia indelebile.