• 3 Febbraio 2026 19:37

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Ritrovato nei fondali di Brucoli un aereo Usa della Seconda guerra mondiale: è un Douglas C‑47

Feb 3, 2026

AGI – Un aereo statunitense Douglas C-47 della Seconda guerra mondiale è stato ritrovato sui fondali di Brucoli, in provincia di Siracusa, durante un’immersione condotta con la supervisione della Soprintendenza del Mare. Dopo la scoperta del relitto da parte dei subacquei Fabio Portella e Linda Pasolli del Capo Murro Diving Center, lo studio di alcuni particolari costruttivi ha permesso di arrivare al riconoscimento.

Il Douglas C-47 era un aereo da trasporto militare statunitense, utilizzato in numerosi teatri bellici della Seconda guerra mondiale. Dei circa 13 mila esemplari costruiti, 49 sono caduti in Sicilia e, di questi, durante l’operazione Husky, ne sono precipitati 31 lungo la costa del Canale di Sicilia e dieci su quella ionica.

Dettagli del ritrovamento e identificazione del Douglas C-47

L’aereo bimotore giace su un fondale fangoso pianeggiante, a circa un miglio di distanza da Capo Campolato, e si presenta in assetto di volo, parzialmente danneggiato e ricoperto da fango e reti da strascico. Anche la parte superiore della fusoliera risulta danneggiata, apparendo scoperchiata per tutta la sua lunghezza. Il riconoscimento del Douglas C-47 è stato possibile grazie ai finestrini con il foro centrale, al portello di uscita ausiliaria con la relativa leva di apertura e agli occhielli metallici per il fissaggio delle attrezzature all’interno del vano di carico. Le ricerche subacquee e d’archivio sono state condotte, con la supervisione della Soprintendenza del Mare, da Fabio Portella, Linda Pasolli e Marco Gargari.

 

 

Il contesto storico e l’operazione Fustian

Questi ultimi esemplari precipitati sulla costa ionica sono stati abbattuti dalla contraerea, probabilmente per fuoco amico, durante l’operazione Fustian, la notte del 13 luglio 1943. L’obiettivo della missione era lanciare i paracadutisti inglesi della 1st Parachute Brigade incaricati di catturare il ponte di Primosole, sul fiume Simeto. “Il ritrovamento di questo velivolo conferma ancora una volta la presenza di numerose testimonianze del recente passato nei fondali siracusani – dice l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – l’identificazione di questi relitti consente, infatti, non solo di mettere in atto una più precisa azione di tutela per il patrimonio sommerso ma anche di raccogliere testimonianze significative sulle dinamiche di battaglia dell’ultimo conflitto mondiale e in particolare sulle vicende che hanno contrassegnato la Sicilia”.

 

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