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Rischio default, il debito Usa sotto esame

Mag 25, 2023

AGI – Quando manca poco più di una settimana a un possibile default americano, mentre i negoziati tra la Casa Bianca e l’opposizione repubblicana s’inaspriscono, l’agenzia di rating Fitch ha posto il rating AAA degli Stati Uniti “sotto osservazione”. Scrive l’agenzia: “Il mancato raggiungimento di un accordo sarebbe un segnale negativo per la governance in generale e per la volontà degli Stati Uniti di adempiere ai propri obblighi in tempo”. Fitch non vede di buon occhio le “tensioni politiche che ostacolano” le trattative, ma assicura comunque di “aspettarsi una risoluzione in tempo”.

“Una crisi inventata”

Nonostante giorni e notti di colloqui, le squadre del presidente Joe Biden e i negoziatori repubblicani devono ancora trovare un compromesso sul budget. “È una crisi inventata”, ha detto la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre, condannando il rifiuto dei conservatori al Congresso di votare per aumentare il tetto del debito, manovra essenziale per evitare il default.

Mentre le squadre di consiglieri di entrambi i campi contano i miliardi e sezionano le voci di bilancio, Karine Jean-Pierre ha attaccato l’ala destra del Partito Repubblicano. “Ora stanno dicendo ad alta voce quello che pensano sottovoce, parlando di tenere in ostaggio la credibilità finanziaria degli Stati Uniti”, ha accusato, riferendosi alle recenti osservazioni di un funzionario della destra radicale alla Camera dei Rappresentanti.

L’offerta di Biden

Il presidente Joe Biden ha fatto al suo avversario repubblicano Kevin McCarthy, speaker della camera bassa, una proposta su alcune spese che ridurrà il conto del governo federale di “oltre 1.000 miliardi di dollari in dieci anni” secondo la Casa Bianca. Questo andrebbe ad aggiungersi alla riduzione del deficit già promessa da Joe Biden, che ammonta a 3.000 miliardi in dieci anni.

La Casa Bianca è pronta a limitare la spesa pubblica per due anni, dove i repubblicani chiedono un periodo piu’ lungo. “Penso che oggi possiamo fare progressi”, ha assicurato Kevin McCarthy, criticando ancora una volta l’approccio di Joe Biden al problema. “Non è colpa mia se i democratici non possono rinunciare alle loro spese”, ha detto, criticando ancora una volta il governo per aver aspettato fino all’ultimo momento per negoziare. Il presidente americano inizialmente aveva semplicemente escluso di discutere sotto la minaccia del fallimento. Ora si è anche offerto di riallocare i fondi originariamente destinati a rispondere alla pandemia di Covid.

Il monito di Yellen

Il segretario al Tesoro, Janet Yellen, ha ricordato ancora una volta che è urgente per Democratici e Repubblicani trovare un compromesso sul bilancio in modo che il Congresso possa votare per aumentare il tetto del debito pubblico.

I conservatori condizionano il loro voto a un accordo sul taglio della spesa pubblica. Se il Congresso – diviso tra Senato democratico e Camera dei rappresentanti repubblicana – non agirà, “sembra quasi certo che non riusciremo a resistere oltre l’inizio di giugno”, ha ribadito Janet Yellen. Si tratta in particolare, ha precisato, dell’organizzazione del “nostro sistema di pagamento, che è stato istituito per saldare le bollette” del governo, “non per decidere quali bollette pagare o meno”, lasciando così al Tesoro nessun margine per mettere, ad esempio, i pagamenti relativi al debito al primo posto, a scapito di altri. Senza un accordo, “saremmo inadempienti su alcuni obblighi e questo non è accettabile”, ha insistito.

Uno scenario senza precedenti

Dal 1 giugno gli Stati Uniti potrebbero quindi trovarsi in default, cioè incapaci di onorare i propri impegni finanziari, siano essi stipendi, pensioni o rimborsi ai creditori. Il segretario al Tesoro ha aggiunto che i suoi servizi forniranno molto presto al Congresso ulteriori dettagli sulla data in cui il Paese sarà effettivamente inadempiente.

Questo scenario senza precedenti sarebbe, secondo gli economisti, sinonimo di una massiccia recessione e tracollo del mercato negli Stati Uniti, con possibile contagio all’intera economia globale.

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