Il passato che bussa alla porta fa sempre effetto. Nei suoi quasi 15 anni di buio, lo storico marchio russo Volga aveva fatto sentire tutta la sua assenza ai fan, che pregavano di vederla tornare in azione. Quel giorno è arrivato, grazie a un investimento da 660 milioni di euro e a un sodalizio tra il colosso cinese Changan e il Gruppo JSC Avtovaz. La produzione presso lo stabilimento di Nizhny Novgorod (ex sito Volkswagen) ha preso il via e mira a ridare slancio all’automotive dell’Est Europa sull’asse Mosca-Pechino.
Dove rinasce il mito e la gamma
Le trattative, durate oltre due anni, hanno finalmente reso le linee di montaggio dell’ex fabbrica tedesca il quartier generale della nuova Volga. La gamma iniziale, che verrà svelata ufficialmente a giugno per debuttare sul mercato nel terzo trimestre del 2026, si basa su modelli Changan profondamente rivisti per incontrare i gusti e le esigenze del pubblico locale. Come riportato da Za Rulem, una delle più autorevoli testate di settore russe, l’operazione decreta il passaggio di Changan da semplice esportatore a produttore locale di peso, affiancandosi a giganti come Haval, Chery e Geely, già presenti con impianti propri tra la Russia e la Bielorussia.
Cosa guideranno i russi sotto le insegne della nuova Volga? In anteprima alla fiera Digital Industry of Russia l’azienda ha mostrato la C40, una berlina elegante derivata dalla Changan Raeton Plus, e i due crossover K30 e K40, che si ispirano rispettivamente alla Oshan X5 Plus e alla Uni-Z. In quanto ai motori, le soluzioni d’altri tempi lasciano spazio al collaudato quattro cilindri Changan da 1,5 litri, capace di erogare 188 CV e una coppia di 300 Nm, garantendo prestazioni equilibrate per un mercato che nonostante le flessioni globali resta l’undicesimo al mondo in termini di volumi. Una platea troppo ampia e rilevante per non fare gola alle arrembanti realtà del grande Paese asiatico.
Design e interni: tradizione contro tecnologia
Almeno per il momento le foto delle versioni finali rimangono oscurate, ma i teaser rilasciati dalla Casa aiutano ad avere un’idea piuttosto concreta sulla direzione intrapresa. Nel caso del SUV di punta, Volga ha scelto una linea rassicurante e muscolosa, caratterizzata da passaruota squadrati e un posteriore “sfuggente” che strizza l’occhio ai moderni SUV-coupé. All’interno, l’abitacolo si discosta dall’estetica a tratti estrema della cinese Uni-Z per abbracciare uno stile più convenzionale e concreto: volante a corona piatta, quadro strumenti interamente digitale e un generoso schermo centrale dedicato all’infotainment. È la “meccanica della semplicità” che incontra il lusso digitale.
L’operazione Volga-Changan si inserisce in uno scenario complesso. Se il 2025 ha visto un calo delle immatricolazioni del 15,6%, la Russia continua a essere il terzo mercato automobilistico del continente europeo. Con l’addio del Gruppo Renault nel 2022, la leadership di Lada AvtoVAZ è oggi insidiata proprio dall’avanzata dei brand cinesi, che occupano i vertici delle classifiche di vendita. Il terzo trimestre dell’anno ci dirà se il “nuovo corso” del costruttore saprà intercettare i desideri di una clientela che per anni ha visto nell’usato BMW, settore cresciuto del 49%, l’unica reale alternativa di prestigio.