Anno nuovo, solite domande: quanto costa la revisione? Quando va fatta? E soprattutto, cosa succede se la dimentico? Nel 2026 il quadro normativo non viene stravolto, ma ci sono alcuni aspetti da tenere d’occhio. Il primo riguarda il rincaro dei prezzi programmato per il 2025 e poi rinviato: un aumento che, almeno per ora, resta sulla carta ma potrebbe diventare realtà nei prossimi mesi.
Chi usa la moto tutto l’anno – dal pendolare urbano al motociclista della domenica – sa bene quanto sia importante non farsi trovare impreparati. La revisione non è solo un obbligo burocratico: è anche un controllo di sicurezza che può fare la differenza.
Aumento ancora in attesa
Con il Ddl 1337/2024, approvato a febbraio 2025, era previsto un aumento di 10 euro per ogni veicolo a motore e rimorchio sottoposto a revisione. L’adeguamento sarebbe dovuto entrare in vigore nel corso dello scorso anno, ma la procedura è slittata al 2026 ed è ancora in attesa del decreto attuativo che renda effettiva la norma.
Tradotto in parole semplici: per ora il prezzo resta invariato rispetto al 2021. Il costo complessivo si aggira intorno ai 79 euro, così suddivisi: 54,95 euro di costo base, 12,09 euro di IVA, 10,20 euro di diritti Motorizzazione e circa 1,50 euro per il bollettino PagoPa. Finché non arriverà il decreto attuativo, le tariffe rimarranno queste. Ma è bene tenere d’occhio eventuali aggiornamenti, perché l’aumento potrebbe diventare operativo nel corso dell’anno.
Chi deve farla
Nel 2026 l’obbligo di revisione è per le moto immatricolate nel 2022 e quelle la cui ultima revisione è stata nel 2024. Le revisioni seguono infatti lo schema 4+2, come regola l’articolo 80 del Codice della Strada, secondo cui il primo controllo va effettuato dopo 4 anni e i successivi ogni 2.
Attenzione alle sanzioni: circolare con revisione scaduta comporta una multa che può superare i 170 euro, oltre alla sospensione del veicolo dalla circolazione fino all’esito positivo del controllo. In caso di recidiva, le sanzioni raddoppiano e può scattare il fermo amministrativo.
Cosa si controlla
Arrivare preparati alla revisione è il modo migliore per evitare bocciature e perdite di tempo. Gli ispettori verificano una serie di elementi fondamentali per la sicurezza e la conformità del mezzo. Ecco cosa viene controllato nel dettaglio:
corrispondenza dei numeri di telaio e della targa con quanto indicato sul libretto di circolazione;
emissioni dei gas inquinanti, per verificare il rispetto dei limiti previsti;
rumorosità dello scarico, soprattutto in caso di terminali aftermarket;
efficienza dell’impianto luci: anabbaglianti, abbaglianti, stop e frecce;
stato di usura degli pneumatici, che devono rispettare i limiti di legge;
impianto frenante, sia anteriore che posteriore;
funzionamento del clacson.
Molte bocciature dipendono da dettagli apparentemente banali: una lampadina bruciata, una freccia non funzionante o uno scarico non omologato possono compromettere l’esito della revisione.
Un controllo che è anche sicurezza
Al di là dell’obbligo normativo, la revisione rappresenta un momento importante per verificare lo stato di salute della propria moto. Freni efficienti, gomme in buone condizioni e luci funzionanti non sono solo requisiti burocratici, ma elementi essenziali per viaggiare in sicurezza.
Il 2026 non introduce rivoluzioni, ma conferma l’importanza di rispettare scadenze e controlli. In attesa di capire se e quando scatterà l’aumento delle tariffe, il consiglio è sempre lo stesso: non aspettare l’ultimo giorno e, prima di presentarsi al centro revisioni, fare un rapido check dal proprio meccanico di fiducia.