• 9 Febbraio 2026 8:48

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Revisione auto: quando farla, quanto costa e cosa rischi in caso di ritardo

Feb 9, 2026

La revisione dell’auto serve a intercettare quei segnali di deterioramento che possono trasformarsi in cause di incidenti o di guasti improvvisi. In un Paese in cui l’età media del parco auto è tra le più alte d’Europa, questo controllo è una fotografia dello stato di salute del veicolo e contribuisce a costruire un livello minimo di affidabilità tecnica sulle strade. La revisione di oggi non è quella di vent’anni fa. In passato il controllo era incentrato sugli organi meccanici principali. Oggi con l’evoluzione tecnologica dei veicoli, la componente elettronica ha assunto un ruolo determinante.

Le centraline governano motore, sistemi di sicurezza, emissioni e assistenze alla guida. Di conseguenza una parte sempre più ampia della revisione passa attraverso strumenti diagnostici in grado di dialogare con l’auto e di leggere parametri che non sono visibili a occhio nudo. Vista nella giusta prospettiva, la revisione è un check-up periodico del veicolo. Segnala problemi quando sono ancora gestibili, prima che diventino guasti gravi.

Il quadro normativo e la regola sulle scadenze

La disciplina della revisione è incardinata nel Codice della Strada che ne definisce tempi, modalità operative e conseguenze in caso di inadempienza. Per le auto a uso privato il legislatore ha scelto una struttura semplice per ridurre le zone d’ombra. La prima revisione deve essere effettuata entro quattro anni dalla data di prima immatricolazione. Tutte le successive hanno cadenza biennale.

La scadenza non coincide con l’anniversario dell’immatricolazione ma con l’ultimo giorno del mese in cui cade. Dal primo giorno del mese successivo se il veicolo circola senza revisione valida si configura una irregolarità. Non ci sono proroghe implicite né margini di discrezionalità basati sulla buona fede. La revisione è un requisito legato alla circolazione del veicolo. Un’auto con revisione scaduta può restare parcheggiata in un’area privata senza generare alcuna violazione. La situazione cambia nel momento in cui il veicolo viene utilizzato su strada pubblica. L’assenza di revisione valida si traduce infatti in una condizione di irregolarità.

Anche le auto storiche sono soggette all’obbligo di revisione con cadenza biennale, ma i controlli sono effettuati con criteri più flessibili rispetto a quelli applicati ai veicoli di recente costruzione in considerazione dell’età del mezzo e dell’utilizzo limitato. Resta comunque imprescindibile che queste vetture garantiscano condizioni minime di sicurezza e conservino le caratteristiche originali senza alterazioni o modifiche non autorizzate.

Quali sono i controlli

La revisione consiste in una verifica delle componenti del veicolo finalizzata a garantire che l’auto sia sicura nella circolazione e rispetti le normative ambientali. Durante il controllo viene valutata l’efficienza dell’impianto frenante tra freni anteriori, posteriori e freno di stazionamento, così come lo stato delle sospensioni per assicurare stabilità, assetto corretto e comfort di marcia.

Attenzione è riservata all’impianto di illuminazione e di segnalazione con la verifica del funzionamento di fari, luci di posizione, indicatori di direzione e dispositivi antinebbia. Viene esaminata la condizione degli pneumatici con il controllo dell’usura del battistrada e della conformità all’omologazione stradale. Sul fronte ambientale il sistema di scarico è sottoposto a misurazioni per accertare che rumorosità ed emissioni rientrino nei limiti previsti dalla legge. Infine si procede all’ispezione generale della carrozzeria e della struttura del veicolo per individuare eventuali danni o deformazioni che possano compromettere la sicurezza.

Anche per le auto ibride ed elettriche la revisione segue tempistiche identiche a quelle dei modelli con motore tradizionale, ma le verifiche prevedono accertamenti legati alla loro tecnologia. Oltre ai controlli comuni a tutti i veicoli, viene posta attenzione allo stato delle batterie e ai sistemi di gestione dell’energia. Nel caso delle vetture completamente elettriche, l’assenza di uno scarico elimina le prove sulle emissioni ed acquisisce centralità la valutazione dell’affidabilità dei componenti elettronici e delle parti meccaniche.

Da parte loro, i veicoli alimentati a GPL o a metano sono soggetti a controlli legati alla sicurezza dell’impianto di alimentazione. Sono verificati l’assenza di perdite, il funzionamento dei componenti e lo stato generale del sistema proprio perché si tratta di carburanti che richiedono standard elevati di affidabilità.

Per quanto riguarda le bombole, quelle a metano devono essere sostituite ogni quattro o cinque anni a seconda della tipologia, mentre i serbatoi GPL hanno una durata di dieci anni. Se i termini di validità sono scaduti, la sostituzione diventa obbligatoria prima di poter superare la revisione.

Quanto costa oggi la revisione

La revisione può essere prenotata sia presso la Motorizzazione civile sia rivolgendosi a un’officina autorizzata. È possibile effettuare il controllo con anticipo rispetto alla scadenza naturale, senza che incida sulla periodicità successiva: anche se la revisione viene ad esempio eseguita due mesi prima del termine previsto, la data del prossimo controllo continuerà a essere calcolata ogni due anni a partire dal mese originario.

Il costo della revisione è aumentato nel tempo nel segno dell’evoluzione dei controlli e delle tariffe. Nei centri privati autorizzati il costo di base è di 88,20 euro, variabile in base al modello e agli interventi da effettuare. L’introduzione sistematica delle letture elettroniche ha innalzato l’asticella. Un’auto può apparire perfettamente funzionante ma presentare anomalie registrate in centralina che portano alla bocciatura. Spie accese, sensori difettosi, errori sulle emissioni sono tra le cause più frequenti di esito negativo.

Resta la possibilità di effettuare la revisione nelle officine della Motorizzazione civile a un costo inferiore, ma questa opzione comporta tempi di attesa più lunghi e una minore flessibilità nella prenotazione.

Le sanzioni per chi circola senza revisione

Il sistema sanzionatorio è strutturato per scoraggiare la circolazione irregolare. La multa va da circa 170 fino a quasi 700 euro con un aggravio che può arrivare oltre i 1.300 euro in caso di recidiva o se la violazione viene accertata su autostrade o strade extraurbane principali.

Alla multa può aggiungersi il fermo amministrativo del veicolo e il ritiro della carta di circolazione che viene restituita dopo l’esito positivo della revisione. Se si verifica un incidente mentre l’auto è priva di revisione, la compagnia assicurativa può esercitare il diritto di rivalsa nei confronti del conducente con la richiesta del rimborso totale o parziale delle somme corrisposte ai danneggiati. In caso di incidente con revisione scaduta, la compagnia può rivalersi sull’assicurato per recuperare quanto liquidato ai terzi. Non significa che la copertura della responsabilità civile scompaia, ma che il rischio economico può ricadere sul conducente.

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