• 23 Ottobre 2026 9:39

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Retromarcia al casello, quando è adesso ammessa

Ott 23, 2026

Se una sbarra che non si apre non autorizza oggi l’automobilista a fare retromarcia al casello, la modifica al Codice della strada, approvata tramite decreto legge, cambia lo scenario in quanto introduce una eccezione. Fino a oggi chi rimaneva bloccato davanti alla pista di pagamento doveva richiedere assistenza, senza arretrare di propria iniziativa. La riforma introduce una deroga circoscritta alle manovre necessarie nelle piste di esazione del pedaggio, in caso di avaria delle barriere o di altri dispositivi.

Che cosa vieta il Codice della strada in vigore

Sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli autostradali è vietata la retromarcia anche nelle corsie per la sosta di emergenza. La norma contiene l’eccezione per le manovre necessarie nelle aree di servizio o di parcheggio. Il casello non compare fra le deroghe ordinarie riconosciute al conducente.

Arretrare per uscire da uno stallo nell’area di servizio rientra nelle manovre considerate necessarie in quegli spazi. Indietreggiare dalla sbarra del pedaggio per raggiungere un’altra corsia riguarda la circolazione nella stazione autostradale e non è giustificato richiamando l’eccezione del parcheggio. Per lo stesso motivo, la bassa velocità non basta a rendere regolare la manovra.

La novità della sbarra guasta

La riforma del Codice della strada mantiene il divieto sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali e aggiunge il caso delle piste del pedaggio. La condizione è l’avaria delle barriere o di altri dispositivi, collegata alla necessità della manovra. Il testo non riconosce in ogni caso una libertà generale di arretrare ogni volta che la corsia scelta risulta scomoda o lenta.

La finalità dell’intervento è evitare che il conducente rimanga bloccato a causa di una barriera in avaria. Da questa impostazione derivano due limiti. Deve esistere un guasto pertinente alla pista di esazione e lo spostamento deve essere necessario per superare l’impedimento. Una coda più lunga del previsto o il desiderio di scegliere una porta più veloce non corrispondono al presupposto tecnico indicato dalla proposta.

Chi entra in una corsia riservata al telepedaggio senza avere un dispositivo abilitato si trova davanti a un errore di incanalamento. Per questa situazione i guidatori sono invitati a usare il pulsante di assistenza e a comunicare con il personale. Anche il mancato riconoscimento del dispositivo richiede una verifica. La sbarra chiusa mostra un problema nel transito e non permette al conducente di stabilirne con certezza la causa.

Cosa fare quando la sbarra non si apre

Se la sbarra del casello autostradale non si apre bisogna fermarsi e premere il pulsante di assistenza presente sulla colonnina, senza effettuare la retromarcia. Le istruzioni escludono anche di abbandonare il veicolo per raggiungere a piedi il personale di esazione

Il motivo riguarda anche ciò che accade dietro e accanto all’automobile. Un altro conducente può essersi già incolonnato mentre nelle corsie vicine continuano a transitare veicoli. L’arretramento seguito da uno spostamento laterale crea un conflitto fra traiettorie che la procedura di pagamento non prevede. L’attesa di una risposta evita di trasferire sugli altri utenti le conseguenze di una manovra autonoma non consentita.

Restare nell’abitacolo, in assenza di una diversa situazione di emergenza, evita poi l’attraversamento delle piste a piedi. L’articolo 175 del Codice della strada vieta infatti la circolazione dei pedoni in ambito autostradale, con le eccezioni previste per aree di servizio, aree di sosta e accesso ai punti di soccorso lungo l’emergenza.

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