• 6 Gennaio 2026 17:48

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Renault Clio, storia della “musa” che ha rivoluzionato le utilitarie

Gen 5, 2026

Trentacinque anni di storia, diciassette milioni di cuori conquistati in centoventi nazioni e un destino già scolpito nel mito delle quattro ruote. La Renault Clio non è semplicemente un’utilitari come tante, ma è l’auto transalpina più venduta nella storia dell’umanità, un fenomeno capace di riscrivere le regole del segmento B elevando la qualità media a vette fino a quel momento – quasi – inesplorate. Nata per sovvertire gli archetipi di un settore che sul finire degli anni Ottanta vedeva la Régie in affanno, dopo le sbornie dei successi dettati dalla R4 e R5, la Clio ha saputo attraversare le epoche vincendo per ben due volte il prestigioso titolo di “Car of the Year”. Dalla pragmatica prima generazione alla tecnologica sesta, ogni evoluzione è stata una piccola rivoluzione.

Clio I (1990): La musa che salvò la Régie

Tutto ebbe inizio nel turbolento clima degli anni Ottanta. Renault soffriva la concorrenza di Ford Fiesta e Volkswagen Polo, ma soprattutto l’erosione causata dalla connazionale Peugeot 205. Il progetto X57, avviato sotto la tragica presidenza di Georges Besse e proseguito da Raymond Lévy, doveva creare un’erede della Supercinque che fosse spaziosa, pratica e moderna. Il nome, scelto dall’esperto Marcel Botton, richiamava la musa greca della storia: Clio.

Presentata nel marzo 1990, la Clio I fu una folgorazione. Con un Cx di 0,31 e linee fluide ideate da Gaston Juchet, offriva un abitacolo rivoluzionario per spazio e versatilità. Sotto il cofano battevano i nuovi motori Energy e, poco dopo, il fortunato 1.9 diesel. Fu eletta Auto dell’Anno 1991. Ma a far battere il cuore dei giovani furono le versioni “cattive”: la 1.8 16V e l’iconica Williams del 1993, un mostro blu e oro da 147 CV nato per celebrare i trionfi in Formula 1.

Clio II (1998): Il design “Cocoon” e il miracolo dCi

Dopo oltre quattro milioni di esemplari, nel 1998 il testimone passò alla X65, la seconda generazione firmata da Patrick Le Quément. La parola d’ordine era “cocoon”: forme tondeggianti, quasi materne, e un comfort di bordo senza precedenti. Fu la prima Clio a introdurre la tecnologia common rail con il leggendario motore 1.5 dCi, ancora oggi un punto di riferimento per i diesel.

Non mancarono le follie ingegneristiche, come la RS da 172 CV e l’incredibile V6 a motore centrale da 230 CV, una belva a trazione posteriore che sembrava uscita da un sogno febbrile. Questa generazione fu così amata da restare in commercio per quindici anni, diventando la più longeva della storia, tanto che uscì pure da noi la versione “Clio Storia”.

Clio III (2005): sicurezza a 5 stelle

Nel 2005 arrivò la terza serie, che portò la Clio a superare la soglia psicologica dei quattro metri. Seguendo la moda del periodo, le dimensioni aumentarono per garantire una sicurezza granitica, culminata nelle 5 stelle Euro NCAP. La qualità percepita fece un balzo in avanti, integrando equipaggiamenti da segmento superiore come il navigatore Carminat TomTom.

Il successo fu tale che la Clio III bissò il titolo di Auto dell’Anno nel 2006, un primato unico per un singolo modello. La gamma si arricchì con la Sportour e la sportiva RS da 197 CV, oltre alla suggestiva versione Gordini in azzurro e bande bianche.

Clio IV (2012): la rivoluzione sensuale

Presentata al Salone di Parigi 2012, la quarta generazione segnò una rottura stilistica totale. Ispirata alla concept DeZir, sfoggiava linee sensuali, calde e accoglienti, abbandonando la variante a tre porte per puntare su una silhouette filante da cinque porte con maniglie integrate. Fu l’era della digitalizzazione, con l’esordio del sistema R-Link. Con motori turbo efficienti e un peso ridotto di 100 kg, la Clio IV confermò la leadership europea con oltre 2 milioni di unità prodotte fino al 2019.

Ufficio Stampa Renault FranceDa sinistra a destra: Renault Clio III, Clio II, Clio I e Clio IV

Clio V (2019): lo Smart Cockpit e l’anima ibrida

La quinta generazione, basata sulla piattaforma modulare CMF-B, scelse la via dell’evoluzione esterna scolpita e della rivoluzione interna. L’abitacolo fu stravolto dallo “Smart Cockpit” con un grande display verticale centrale. Ma la vera svolta avvenne nel 2020, quando sotto il cofano ci fu il debutto della tecnologia E-Tech Full Hybrid: un sistema derivato dalla Formula 1 con due motori elettrici e un cambio multi-mode senza frizione, capace di abbattere i consumi nel traffico urbano.

Clio VI (2025): il futuro è nelle sue mani

Oggi, la sesta generazione emerge come una vettura integralmente rigenerata, pronta a dettare il nuovo linguaggio stilistico di Renault. Cresciuta nelle dimensioni (4,12 metri) e con un design atletico impreziosito da cerchi da 18”, la nuova Clio VI è una sinfonia di forme slanciate. Il frontale è un’esplosione di espressività grazie alla nuova firma luminosa a losanga.

Ufficio Stampa RenaultRenault Clio di sesta generazione, l’ultima nata

All’interno, la qualità proietta l’auto nel segmento C (specie negli allestimenti superiori): plancia in Alcantara, materiali riciclati e il sistema OpenR Link con Google integrato. La sicurezza è garantita da ben 29 dispositivi ADAS, inclusa la frenata automatica in retromarcia. La punta di diamante è il motore E-Tech Full Hybrid da 160 CV, capace di percorrere fino all’80% del tempo in modalità elettrica in città, con un’autonomia totale che sfida i 1.000 km. La musa è tornata, ed è più affamata che mai.

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