Presentata il 24 settembre al Défilé Renault e poi in mostra al Salone di Parigi fino al 18 ottobre, la nuova 8 Gordini Concept è una coupé elettrica a due posti che riprende l’anima della “Gorde” e la porta nell’era delle batterie. Più che un omaggio nostalgico, Renault la definisce un esercizio di stile fatto per emozionare, non per rimpiangere.
Reinterpretare i modelli storici
La concept non nasce dal nulla. Da cinque anni Renault pesca nei suoi 128 anni di storia per riportare in vita alcune icone attraverso esemplari unici. Prima sono arrivate la showcar R17 Electric Restomod, firmata con il designer Ora Ïto, e la Renault 5 Diamant, art car creata insieme a Pierre Gonalons. Ora tocca alla 8 Gordini.
Come spiega la Casa, i veicoli di questo progetto entreranno nel patrimonio del marchio e saranno esposti nel futuro museo delle Collezioni Renault a Flins, che aprirà al pubblico tra circa quindici mesi.
A differenza della R17, questa volta il lavoro è stato fatto tutto in casa. È partito da un concorso interno al design, che ha raccolto oltre 300 bozzetti spontanei, dal retrò più classico alle idee più futuristiche. Due proposte sono finite in modelli in scala 2/5 e da lì è uscita la sintesi finale. Lo stile guarda al mondo delle moto “café racer”: linee pulite, niente fronzoli e una bellezza che nasce dai materiali grezzi.
Posteriore come l’originale
Lanciata nel 1964, la prima 8 Gordini aveva 95 CV e un’architettura con motore e trazione posteriori, un assetto delicato che chiedeva mano ferma e faceva da “auto-scuola” per un’intera generazione di piloti, Jean Ragnotti compreso.
La concept riprende quel carattere. Con 4,12 metri di lunghezza, 1,88 di larghezza e appena 1,27 di altezza, ha proporzioni basse e larghe da auto da corsa. I cerchi misurano 19 pollici davanti e 20 dietro: la scelta di ruote più grandi al posteriore dà l’idea visiva di un’auto spinta dal retrotreno, come lo era l’originale. Sul retro la muscolatura è pronunciata e i passaruota squadrati ricordano il modello del 1964. A differenza della versione storica a quattro porte, qui c’è una coupé a due porte.
Il colore richiama il “blu di Francia”, con una struttura a tre strati che unisce madreperla e collante blu per dare più profondità. La doppia striscia bianca, simbolo Gordini, diventa un elemento strutturale e prosegue anche dentro l’abitacolo. Nei fari, sei elementi tondi davanti e un posteriore a filo carrozzeria danno una firma luminosa essenziale.
Prestazioni di un altro livello
Il cuore di tutto è un motore elettrico posteriore da 270 CV. La Casa non ha comunicato altri dati tecnici: niente accelerazione, batteria o autonomia. Per ora si sa solo che l’architettura è a trazione posteriore e che l’ispirazione dichiarata è il mondo dei rally.
Dentro il discorso resta coerente. La plancia è una lastra orizzontale in alluminio spazzolato con quadranti rotondi digitali, mentre le plastiche lasciano il posto ad alluminio e Alcantara. I sedili sportivi sono rivestiti in velluto a coste blu, in omaggio a quelli di una volta. Una scelta che mette la guida davanti a tutto.
Resta però un dettaglio importante: è una concept, non un’auto di serie. Renault non ha annunciato alcuna produzione, ma ha acceso comunque un pezzo di storia che molti appassionati sognavano di rivedere.