Segnatevi questa data sul calendario: il 16 maggio 2026. Per migliaia di pendolari urbani e amanti della micromobilità, quel giorno segnerà ufficialmente la fine di un’era di libertà senza regole e l’inizio di una nuova disciplina stradale. Scatterà infatti l’obbligo di dotare ogni monopattino elettrico di un contrassegno identificativo, il cosiddetto “targhino”, e di una regolare copertura assicurativa. La conferma è arrivata con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale che ha istituito, presso la Direzione generale della Motorizzazione civile a Roma, la piattaforma informatica necessaria per gestire questa piccola grande rivoluzione burocratica.
La rivoluzione digitale: come ottenere il contrassegno
Con l’attivazione della piattaforma dedicata, i cittadini maggiorenni possono finalmente presentare la richiesta per il rilascio del targhino, agendo per sé stessi o per conto di un minore che abbia compiuto almeno 14 anni. L’accesso non è però libero a chiunque: per autenticarsi è necessario possedere uno SPID di secondo livello o la Carta d’Identità Elettronica (CIE), strumenti indispensabili per navigare all’interno del Portale dell’automobilista.
Una volta varcata la soglia digitale della piattaforma, l’utente si trova davanti a un ventaglio di opzioni studiate per coprire ogni necessità legata alla vita del mezzo. Non si tratta solo di presentare l’istanza per il rilascio del nuovo contrassegno, ma anche di gestire eventuali imprevisti. Il sistema permette infatti di comunicare tempestivamente la data e il numero di protocollo della denuncia in caso di furto o smarrimento del monopattino o del targhino stesso, oltre a segnalare casi di deterioramento o richiedere la cancellazione definitiva del contrassegno.
I costi della legalità: un’operazione da 38 euro
Ma quanto costa, in concreto, mettersi in regola? La Motorizzazione civile, una volta ricevuta la domanda, procederà ad abbinare il codice fiscale del proprietario al codice alfanumerico univoco del contrassegno. Il conto finale per il cittadino si attesta su una cifra minima di circa 38 euro. Questa somma è il risultato di diverse voci: 8,66 euro per il costo vivo del contrassegno, 10,20 euro per i diritti di Motorizzazione e 16 euro per l’imposta di bollo, a cui va aggiunto il costo del servizio PagoPA, solitamente oscillante tra 1 e 2 euro.
Il targhino fisico, prodotto con la precisione del Poligrafico dello Stato, potrà essere ritirato direttamente presso la sede della Motorizzazione civile indicata durante la procedura online. Esiste anche l’opzione di rivolgersi a uno studio di consulenza automobilistica, le classiche agenzie di pratiche auto, per delegare il ritiro, sebbene in questo caso si debba considerare un costo aggiuntivo per il servizio professionale reso.
L’obbligo assicurativo e i controlli in tempo reale
La vera svolta sul fronte della sicurezza e della responsabilità civile è però legata alla polizza. Con il numero del targhino alla mano, ogni proprietario dovrà stipulare una polizza RC specifica per il proprio monopattino. Le compagnie assicuratrici stanno già approntando prodotti dedicati per rispondere a questa nuova domanda di mercato.
L’aspetto più innovativo riguarda l’integrazione dei dati: l’ANIA, l’associazione delle compagnie assicuratrici, abbinerà la polizza sottoscritta direttamente al targhino e alla persona fisica all’interno della piattaforma ministeriale. Questo scambio di dati costante permetterà alle forze di polizia di effettuare verifiche in tempo reale e da remoto. Basterà un controllo sul numero identificativo per sapere istantaneamente se quel monopattino che sfreccia in ciclabile è regolarmente coperto da assicurazione, rendendo la vigilanza stradale molto più efficace e immediata.