• 21 Ottobre 2026 15:58

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Quando entra in vigore il nuovo Codice della Strada? Tutte le date e passaggi

Ott 21, 2026

Il Codice della Strada come lo conosciamo dal 1992 si avvia verso la pensione. Il governo ha messo nero su bianco il calendario del nuovo testo, ma c’è un dettaglio da non sottovalutare: tra il giorno in cui il Codice “entra in vigore” e quello in cui le regole cambiano davvero per chi guida passano diversi mesi.

Il motivo è tecnico, un po’ burocratico, ma conviene capirlo bene per non farsi trovare impreparati. Vediamo allora cosa è stato deciso, quali sono le scadenze da segnare in agenda e quando, concretamente, automobilisti e motociclisti dovranno fare i conti con le novità.

1° gennaio 2028

La data che conta davvero è il 1° gennaio 2028. È da quel giorno che le novità contenute nel nuovo Codice della Strada si applicheranno sulle strade italiane. A stabilirlo è lo schema di decreto legislativo approvato dal governo il 13 ottobre scorso e inviato il giorno dopo al Consiglio di Stato, alla Conferenza Unificata e alle commissioni parlamentari di Camera e Senato.

Siamo quindi ancora lontani dal traguardo, e non di poco: mancano più di quattordici mesi. Chi si aspettava un cambio di regole immediato dovrà portare pazienza. Il Codice, infatti, è un testo enorme, che ridisegna regole, multe, patenti e mobilità, e per essere applicato ha bisogno di un’impalcatura di norme attuative che oggi non è ancora pronta.

C’è poi un aspetto che semplifica le cose, almeno sulla carta. Trattandosi di un decreto legislativo, cioè di un provvedimento scritto dal governo su delega del Parlamento, il testo non dovrà essere votato né approvato dalle Camere. Le commissioni parlamentari possono dire la loro con un parere, ma non hanno l’ultima parola: il percorso, insomma, è già tracciato.

Le prossime tappe da seguire

Il calendario, da qui a primavera, è fitto di scadenze. Prima di arrivare al traguardo, il testo dovrà superare diversi passaggi. Va ricordato che un decreto legislativo, scritto dal governo su delega del Parlamento, non deve essere votato dalle Camere: l’iter prevede soltanto dei pareri. Ecco in ordine cronologico cosa succederà.

I prossimi pareri

Per primi si esprimeranno il Consiglio di Stato e la Conferenza Unificata, che hanno 30 giorni di tempo a partire dal 14 ottobre: la scadenza è quindi fissata al 13 novembre. Se però i pareri non dovessero arrivare, il governo potrà andare avanti comunque, senza aspettare.

Più lungo il discorso per Camera e Senato. Contrariamente a quanto prevedeva la legge delega, che immaginava un invio alle Camere solo dopo i pareri di Palazzo Spada e di Palazzo Cornaro, lo schema di decreto è finito lo stesso 14 ottobre sul tavolo delle commissioni competenti. Che hanno 90 giorni per pronunciarsi, quindi fino al 12 gennaio 2027. Anche qui, passato il termine, l’esecutivo può procedere pure in assenza dei pareri.

Il rischio, per così dire, è un tempo supplementare. Se il governo non dovesse recepire le indicazioni delle commissioni, dovrà rimandare il testo alle Camere con le proprie spiegazioni, e i parlamentari avrebbero altri 20 giorni per esprimersi di nuovo. Finiti anche quelli, via libera al decreto in ogni caso, in forza della delega ricevuta dal Parlamento stesso.

Il decreto definitivo

Proprio per evitare che questi passaggi facciano scadere la delega, la legge approvata lo scorso settembre, che l’ha prorogata al 14 ottobre, ha previsto anche una proroga automatica di 150 giorni nel caso in cui il termine per i pareri parlamentari scada oltre quella data. Ed è esattamente quello che accadrà.

Attenzione a un equivoco comune: quei 150 giorni non si sommano ai 30 di Consiglio di Stato e Conferenza Unificata, né ai 90 delle Camere, né agli eventuali 20 giorni aggiuntivi. Sono semplicemente il margine che la legge concede al governo per chiudere la partita e approvare il decreto.

Il risultato pratico è questo: indipendentemente da come andranno i pareri, il nuovo Codice dovrà essere approvato in via definitiva entro il 13 marzo 2027. Poi toccherà alla firma del presidente della Repubblica e alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che con ogni probabilità arriverà entro la fine dello stesso mese.

L’entrata in vigore

Qui arriva la data che potrebbe trarre in inganno: il decreto legislativo stabilisce che il nuovo Codice entrerà in vigore il 30 aprile 2027. Ma, attenzione, si tratta di una data per così dire tecnica. Non è il giorno in cui cambieranno le regole per chi guida, perché le nuove norme restano subordinate all’arrivo del regolamento di esecuzione.

Su quel regolamento i tecnici dei ministeri dei Trasporti e dell’Interno stanno già lavorando, e potrà essere emanato a partire dal 1° aprile 2027. È il documento che traduce in pratica gli articoli del Codice, e senza di esso il testo non potrebbe partire.

Un copione già visto. Nel 1992 il decreto legislativo con l’attuale Codice fu approvato dal governo il 30 aprile e comparve in Gazzetta Ufficiale il 18 maggio. Il regolamento, però, non era pronto: sarebbe arrivato solo il 16 dicembre. Così si decise che le nuove norme sarebbero scattate dal 1° gennaio 1993. Oggi, con tempi diversi, si ripete lo stesso schema.

L’applicazione sulle strade

Arriviamo al punto che interessa di più. Come dice l’articolo 289 del testo, le disposizioni del Codice e i relativi allegati acquistano efficacia il 1° gennaio 2028. Con una clausola di salvaguardia: non prima di centottanta giorni dall’entrata in vigore del regolamento di esecuzione.

Insomma, se il regolamento dovesse entrare in vigore dopo il 4 luglio 2027, i 180 giorni non farebbero in tempo a maturare entro fine anno e tutto slitterebbe al 1° aprile 2028. Un’eventualità che al momento viene considerata remota, ma che spiega perché il 1° gennaio 2028 vada letto come la data più probabile e non come una certezza assoluta.

E in concreto, per chi guida, cosa significa? Che almeno fino a fine 2027 si continuerà a viaggiare con le regole attuali, mentre le nuove norme su multe, patenti e circolazione restano in sala d’attesa. Questo lungo intervallo, però, può tornare utile: dà a chi dovrà far rispettare le regole e a chi dovrà rispettarle il tempo di prepararsi.

Il consiglio, per ora, è semplice: segnarsi le date chiave e non fidarsi dei titoli troppo frettolosi. Il 13 novembre per i primi pareri, il 12 gennaio 2027 per quelli delle commissioni parlamentari, il 13 marzo per il via libera definitivo, il 30 aprile per l’entrata in vigore e il 1° gennaio 2028 per l’applicazione delle norme. Seguiremo ogni passaggio e vi racconteremo come cambierà, davvero, la vita di chi sta al volante

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