Ferrari aveva una chance di lottare per le posizioni di vertice in Messico. La SF-26 era competitiva e la particolare ubicazione della pista andava incontro alla Rossa. Al termine della qualifica, Charles Leclerc si aggiudica la terza posizione con un giro non perfetto. Al contrario, Lewis Hamilton dà il massimo in Q3 e a bordo della vettura numero 44 conquista la pole position.
GP Messico, resoconto Fp3: Ferrari non sfrutta tutto il potenziale
L’obiettivo della Ferrari per la terza sessione di prove libere era piuttosto chiaro: realizzare uno step in avanti sulla messa a punto dell’auto dopo un venerdì buono ma non perfetto. Azione necessaria per accedere alla massima prestazione. Tra gli alfieri della Rossa, inoltre, Lewis Hamilton doveva alzare la sua confidenza con la SF-26, considerando lo stop nelle FP2 per un problema ai sensori della power unit.
Servono quasi 20 minuti ad ambedue le Rosse per scendere in pista, in attesa che l’asfalto diventi più gommato. Si inizia il primo run con le gomme Medium, mescola giudicata adatta per testare i ritocchi alla monoposto. Charles perde subito stabilità nelle curve rapide del secondo settore, mentre Lewis, più prudente, chiude un giro di assaggio senza spingere troppo.
Sin dalle prime tornate, si evince un fatto: l’importanza di mettere in temperatura le gomme e mantenere i valori target per tutto il giro. Provvedimento che sarà ancora più complicato con le Soft, in vista della qualifica, avendo una finestra di funzionamento più ristretta. Il britannico della Rossa trova feeling con la sua SF-26, sebbene ci siano ancora delle regolazioni da fare per migliorare l’handling.
Stesso discorso per il suo compagno di squadra. Parliamo di rotazione e fase di staccata. I ferraristi si rubano il primo tempo a vicenda e, ciononostante, nessuno dei due riesce a realizzare un passaggio perfetto. Il problema principale resta l’eccesso di rotazione, che va gestito nella fase di entrata per non perdere il posteriore della monoposto.
Ferrari non riesce a usare bene le Soft
Dopo una pausa all’interno del garage di circa una decina di minuti, si passa alle mescole Soft per seguire il programma di lavoro. Pirelli cerchiate di rosso che saranno cruciali, nel loro utilizzo, per dare il massimo in una qualifica che si preannuncia molto tirata. In particolare è l’asse anteriore a mettere in difficoltà i piloti, in quanto tende a raffreddarsi troppo sulle rette.
Charles spinge un po’ troppo nel T2 e alza il piede per uno snap: monegasco che sta cercando il limite per capire sino a dove può spingersi. Anche Lewis molla l’acceleratore in curva 3, giudicando le gomme non ancora pronte. Entrambi i ferraristi si rilanciano: Leclerc chiude il giro ma è più lento del crono con le Medium, mentre l’ex Mercedes abortisce addirittura due tentativi successivi per snap e bloccaggi.
Ferrari mostra un ottimo potenziale nelle FP3, ma deve lavorare per gestire due fattori: sovrasterzo e soprattutto le temperature delle mescole anteriori. Solo in questo modo potrà lottare al vertice nella qualifica per ottenere un risultato soddisfacente. Leclerc è parso più bravo ad amministrare la vettura rispetto a Lewis, sebbene tutto possa cambiare.
GP Messico, Q1: Ferrari parte molto forte
Nei 18 della prima parte della qualifica, arriva una red flag causata dal ritiro prematuro dell’Aston Martin di Fernando Alonso. Le Rosse utilizzano da subito le Soft, poiché le coperture rappresentano uno dei fattori chiave della sessione. Hamilton riesce a chiudere il giro prima dello stop, mentre Charles Leclerc non ci riesce per sole due curve. Anche per questo Lewis torna in pista con più calma.
Chi invece doveva ancora marcare un crono era il monegasco, obiettivo centrato facilmente al primo colpo. Lo segue a ruota il compagno, che gli toglie la leadership. Le vetture di Maranello sembrano molto preparate e, soprattutto, pare non paghino il solito deficit sulla power unit: merito del turbo più grande della SF-26, capace di lavorare meglio in altura, fattore che a sua volta abbatte notevolmente il drag.
GP Messico, Q2: Ferrari scopre la forza degli avversari
Si riparte ancora dalle Pirelli a banda rossa, due set nuovi di pacca. Tanto lavoro per attivarli, poi la mode push sull’ultima curva e via a tavoletta. Leclerc centra subito la prestazione, mentre Lewis blocca l’asse anteriore nella zona dello stadio e alza il piede. Ci riprova poco dopo, ma sbaglia ancora. Serve pertanto una visita al garage per montare un treno di gomme nuove.
Il britannico cambia le coperture e si lancia. Ovviamente non può commettere errori per passare alla fase finale della qualifica. Per fortuna azzecca il giro. Nel mentre anche la Rossa numero 16 torna in pista, con le mescole usate, per dare modo al monegasco di alzare ulteriormente la confidenza. All’interno di questo scenario si capisce come la lotta alla pole sarà probabilmente più complicata di quanto atteso.
GP Messico, Q3: Ferrari scopre la forza degli avversari
Arriva l’ora della verità, dove i piloti tentano di spremere le monoposto. Due set di Soft nuove per le Ferrari, che senza perdere tempo abbandonano la pitlane. Leclerc in palla si mette in testa e conquista la pole provvisoria. Monegasco che rifila più di 4 decimi al compagno, il quale non è per nulla perfetto. C’è il secondo e terzo settore da sistemare, in concreto le curve 11 e 14.
Una visita ai box, altro treno di Pirelli cerchiate di rosso e si riparte. Hamilton parte per primo e mette assieme un giro super che vale il primo posto. Charles si migliora ma è solo terzo dietro la sorpresa George Russell. Peccato per Leclerc, perché la Ferrari poteva colorare di rosso tutta la prima fila. Dovere di cronaca: Verstappen poteva essere il più rapido, ma esagera e commette un errore fatale nel T3.
GP Messico, classifica finale qualifica:
N°
PILOTA
TEAM
Q1
Q2
Q3
GIRI
1
44
Lewis Hamilton
Ferrari
1:17.341
1:16.953
1:16.514
20
2
63
George Russell
Mercedes
1:17.659
1:17.027
1:16.523
22
3
16
Charles Leclerc
Ferrari
1:17.506
1:16.944
1:16.633
24
4
3
Max Verstappen
Red Bull Racing
1:17.942
1:16.876
1:16.692
14
5
12
Kimi Antonelli
Mercedes
1:17.918
1:17.133
1:16.707
24
6
1
Lando Norris
McLaren
1:17.733
1:16.728
1:16.824
21
7
6
Isack Hadjar
Red Bull Racing
1:17.385
1:17.047
1:16.900
20
8
30
Liam Lawson
Racing Bulls
1:18.097
1:17.207
1:17.029
21
9
41
Arvid Lindblad
Racing Bulls
1:18.210
1:17.135
1:17.117
21
10
10
Pierre Gasly
Alpine
1:18.194
1:17.278
1:17.153
20
11
27
Nico Hulkenberg
Audi
1:17.868
1:17.306
–
19
12
43
Franco Colapinto
Alpine
1:18.517
1:17.640
–
14
13
81
Oscar Piastri
McLaren
1:17.659
1:17.646
–
17
14
5
Gabriel Bortoleto
Audi
1:17.727
1:17.680
–
19
15
87
Oliver Bearman
Haas F1 Team
1:18.083
1:18.083
–
18
16
55
Carlos Sainz
Williams
1:18.521
1:18.885
–
18
17
23
Alexander Albon
Williams
1:18.630
–
–
12
18
14
Fernando Alonso
Aston Martin
1:18.908
–
–
4
19
50
Ryo Hirakawa
Haas F1 Team
1:18.958
–
–
10
20
18
Lance Stroll
Aston Martin
1:19.072
–
–
10
21
11
Sergio Perez
Cadillac
1:19.105
–
–
9
22
77
Valtteri Bottas
Cadillac
1:19.852
–
–
9