• 11 Gennaio 2026 15:03

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Produzione auto Italia 2025, da incubo ma il 2026 potrebbe cambiare tutto

Gen 11, 2026

La produzione di auto in Italia è in costante calo. Il 2024 si  era chiuso, infatti, con un dato estremamente negativo. E nel 2025 l’industria automotive è riuscita a fare ancora peggio, con un’ulteriore riduzione delle unità prodotte. All’orizzonte, però, ci sono piccoli segnali di crescita che fanno guardare al futuro con maggiore fiducia. Già nel 2026 potrebbe esserci un’inversione di tendenza. Andiamo ad analizzare la questione nei dettagli.

Un 2025 molto negativo

La produzione di auto in Italia era scesa sotto quota 500.000 unità nel corso del 2024. I dati preliminari comunicati da Fim Cisl confermano un ulteriore rallentamento per il settore che ha registrato appena 379.706 unità prodotte nel corso del 2025, con un calo del 20% rispetto all’anno precedente. Nel confronto con il 2023 (anno chiuso con oltre 750 mila unità prodotte), le attività dell’industria automotive italiana, in termini di produzione di veicoli, si sono quasi dimezzate. Il dato del 2025 è particolarmente marcato per le autovetture, con 213.706 unità prodotte e una riduzione del 24,5%, mentre per i veicoli commerciali si registra una riduzione meno evidente, con 166.000 esemplari assemblati e un calo del 13,5%.

Dando uno sguardo ai vari stabilimenti attivi in Italia si nota un miglioramento per Mirafiori, che cresce del 16,5% ma con appena 30.202 unità assemblate, un dato ben al di sotto delle capacità produttive dello stabilimento. Da segnalare i numeri negativi anche di Cassino, con poco più di 19mila unità assemblate e un passo indietro del 27,9%, e a Pomigliano, con 131mila unità e un calo del 21,9% arrivato nonostante un buon 2025 per la Fiat Panda. Male anche Melfi, con appena 32mila e una riduzione del 47,2% su base annua. Per Atessa, sede di produzione di veicoli commerciali, le unità prodotte sono 166mila e il rallentamento è del 13,5%. Da segnalare anche le sole 200 unità realizzate a Modena, dove vengono assemblate le Maserati GranTurismo e GranCabrio.

Come abbiamo visto nell’approfondimento pubblicato il mese scorso sul confronto tra la produzione auto in Italia e negli altri big market europei, il nostro Paese sta attraversando un periodo molto complicato, per l’industria automotive. Ma una ripresa potrebbe essere vicina.

Buone notizie per il 2026?

Nel corso del 2026 potrebbe esserci, finalmente, un’inversione di tendenza anche grazie alla crescita della produzione della Fiat 500 ibrida nello stabilimento di Mirafiori. Da non dimenticare, inoltre, le novità in arrivo per lo stabilimento di Melfi che, oltre alla Jeep Compass, potrà contare anche sulla DS 8 e sulle nuove DS 7 e Lancia Gamma. Grazie a queste novità, secondo Fim Cisl, la produzione dovrebbe tornare sui livelli del 2024.

Per un’ulteriore crescita (e il ritorno ai livelli del 2023) serviranno, però, nuovi investimenti e, soprattutto, servirà un contributo maggiore da parte degli stabilimenti di Pomigliano d’Arco e Cassino. Ricordiamo che proprio a Cassino continua ancora per un paio d’anni la produzione delle Alfa Romeo Giulia e Stelvio, rimandando l’arrivo dei nuovi modelli al 2027-2028 (salvo ulteriori ritardi).

Fim Cisl, per il futuro della produzione in Italia negli stabilimenti di Stellantis, sottolinea alcuni passaggi fondamentali:

Anticipare i tempi di presentazione del nuovo Piano industriale e prevedere investimenti aggiuntivi e nuove assegnazioni di modelli, in grado di garantire una reale risalita dei volumi produttivi, sostenendo tale percorso con un investimento significativo in sviluppo e ricerca.

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