• 18 Marzo 2026 9:30

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Prezzi benzina bloccati, è corsa al pieno in Slovenia

Mar 18, 2026

Negli ultimi giorni, la Slovenia è diventata meta di un piccolo esodo italiano, con protagonisti centinaia di automobilisti pronti a fare il pieno oltre il confine. Questa pratica non è nuova ed è derivata dal costo del carburante in continuo aumento all’interno del territorio italiano, quando altre nazioni intorno a noi scelgono politiche differenti.

In territorio sloveno infatti il prezzo è salito di appena tre centesimi, grazie alla scelta del governo di ridurre le accise per compensare i rincari del prezzo del barile, spinto dalle tensioni in Medio Oriente. Una differenza notevole, che comporta un consistente risparmio nelle casse degli italiani vicino al confine e che hanno spinto a una gita fuoriporta nel weekend. Ma ora il governo sloveno sembra voler prendere provvedimenti.

I prezzi in Slovenia

La Slovenia applica un controllo centrale ai prezzi del carburante, modificandoli ogni due settimane attraverso una formula che tiene conto di tasso di cambio e prezzo del barile. Al contrario dell’Italia i prezzi si sono fermati a 1,466 euro al litro per la benzina e 1,528 euro per il gasolio. Numeri che fanno gola a quella parte d’Italia che vive vicino al confine. Per pochi minuti di viaggio la convenienza è evidente, lo stesso pensiero che ha spinto tanti automobilisti non solo verso la Slovenia ma anche altre mete di confine come San Marino.

Benzinai sloveni assaliti

Le immagini arrivate nel fine settimana parlano chiaro: code alle pompe, traffico sostenuto e distributori presi letteralmente d’assalto. Le stazioni di servizio slovene più vicine al confine italiano hanno vissuto giornate fuori dall’ordinario, con un flusso continuo di auto provenienti soprattutto dal Friuli Venezia Giulia.

Non si tratta di un fenomeno nuovo, ma questa volta le proporzioni sembrano essere cresciute rapidamente. Complice la differenza di prezzo sempre più marcata, il cosiddetto “turismo del pieno” è tornato a farsi sentire con forza. Per i gestori delle pompe slovene, da un lato, è un’opportunità: più clienti, più vendite. Dall’altro, però, iniziano a emergere anche alcune criticità, legate alla gestione dei rifornimenti e alla disponibilità di carburante, soprattutto nelle zone più frequentate.

Il governo valuta il blocco

Ed è proprio per questo che il governo sloveno sta iniziando a valutare possibili contromisure. L’idea, ancora allo studio, sarebbe quella di limitare l’accesso al carburante per i non residenti, introducendo un tetto massimo per le targhe straniere. Una soluzione che, se confermata, segnerebbe una svolta importante. Da un lato permetterebbe di proteggere il mercato interno e garantire una maggiore stabilità nella distribuzione del carburante; dall’altro rischierebbe di aprire un fronte delicato dal punto di vista politico e normativo.

Il tema, infatti, tocca direttamente i principi dell’area Schengen e della libera circolazione. Limitare l’accesso ai servizi in base alla nazionalità o alla residenza potrebbe sollevare non poche polemiche, soprattutto tra i Paesi confinanti. Per ora, quindi, tutto resta in fase di valutazione. Ma una cosa è certa: il divario tra i prezzi dei carburanti in Europa continua a generare effetti concreti sul comportamento degli automobilisti. E finché la differenza resterà così marcata, sarà difficile fermare la tentazione di fare qualche chilometro in più per risparmiare al distributore

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