AGI – Zamberletti aveva un’idea delle emergenze. Ed era un concetto che spaziava dalla previsione al coordinamento delle operazioni, senza trascurare il valore del volontariato. E da quella visione è nata la protezione civile in Italia, che si è forgiata su catastrofi immani, come il terremoto del Friuli e poi quello dell’Irpinia, ma che non avrebbe mai potuto superare i momenti contingenti, se alla base non ci fosse stata quell’idea solida. È da lì che nasce il Premio Nazionale Giuseppe Zamberletti, conferito questo pomeriggio presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile a Roma per onorare il padre fondatore di un sistema che oggi è punto di riferimento in tutta Europa.
L’istituzione di questo riconoscimento giunge in un anno carico di simbolismo: il 2026 segna infatti il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli del 1976. Fu proprio in quell’occasione che Zamberletti intuì che la protezione civile non poteva limitarsi al solo soccorso, ma doveva poggiare su una rete di responsabilità diffusa tra istituzioni, comunità scientifica e cittadini. Il premio, articolato in quattro sezioni, celebra oggi chi ha saputo raccogliere questo testimone, interpretando una visione che unisce competenza tecnica e spirito di servizio.
I premiati per scienza e volontariato
Per la sezione Scienza e tecnica, il premio è stato attribuito a Franco Barberi, eccellenza mondiale della vulcanologia, che ha trasformato la conoscenza scientifica in uno strumento operativo essenziale per i processi decisionali. Nel campo del Volontariato sono stati premiati Franca Rampi, figura storica che ha dato voce ai volontari fin dagli albori del Servizio Nazionale, e il Corpo Volontari Antincendi Boschivi del Piemonte, protagonista di un innovativo modello di cooperazione internazionale in sinergia con i Vigili del Fuoco.
Riconoscimenti per amministrazioni e istituzioni
Il riconoscimento per le Amministrazioni dello Stato è andato al Nucleo di Coordinamento delle Opere Provvisionali del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, premiato per l’efficacia delle schede STOP nella messa in sicurezza post-sisma, un’eccellenza tecnica riconosciuta anche all’estero.
Infine, per la sezione Istituzioni, il premio è stato consegnato a Rosa Anna Maria Repole, Sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi, da sempre impegnata nel rafforzamento della pianificazione locale e della cultura della prevenzione, a partire dalla difficile ricostruzione dopo il sisma del 1980 in Irpinia. Repole era sindaco già nel 1980. Fu eletta sotto una tenda usata come ufficio nei giorni della catastrofe. Giovanissima consigliera comunale si trovò a raccogliere l’eredità di un sindaco morto sotto le macerie e a guidare i soccorsi e la ricostruzione di un comune raso al suolo.
L’eredità di Zamberletti e il futuro della sicurezza
Alla presenza del Capo Dipartimento Fabio Ciciliano e con un intervento del Ministro Nello Musumeci, la cerimonia è servita anche a ribadire che l’eredità di Zamberletti non è un semplice ricordo, ma un impegno collettivo che continua a vivere attraverso la consapevolezza del rischio e la capacità di fare sistema. Un modo per guardare al futuro della sicurezza delle comunità con la stessa solidità di quell’idea nata tra le macerie di cinquant’anni fa.