Un decreto legge per salvare i lavoratori dei porti di Taranto, Gioia Tauro e Cagliari addetti alla movimentazione dei container e che nel nuovo anno sarebbero dovuti passare all’Agenzia per il lavoro portuale. Lo ha annunciato oggi il vice ministro del Mise, Teresa Bellanova, che, dopo essere stata in Calabria, ha incontrato a Taranto una delegazione di lavoratori della societ Taranto container terminal, messa in liquidazione dagli azionisti, e di rappresentanti sindacali. Bellanova annuncia che il Governo uscente, e dimissionario dopo il referendum, lascer all’esecutivo che subentrer il testo del decreto perch l’Agenzia veda la luce nei primi giorni del prossimo anno.

Fra Taranto, Gioia Tauro e Cagliari i lavoratori interessati sono circa un migliaio, di cui 520 solo a Taranto. Per questi, la cassa integrazione scade a fine anno, dopodich andranno in mobilit. Il decreto l’unica soluzione perch entra in vigore subito dopo la firma e qui c’ l’urgenza – dice il vice ministro – di assicurare un sostegno di reddito ai lavoratori, ma anche di formare le competenze e le professionalit che servono al rilancio dei tre porti. Prima dell’estate, il Governo aveva gi concordato con i sindacati la nascita dell’Agenzia firmando specifici accordi a Palazzo Chigi. E nella legge di Bilancio alla Camera aveva proposto un emendamento per la sua istituzione che per stato respinto e dichiarato inammissibile dalla commissione Bilancio di Montecitorio. In seguito sfumata anche la possibilit di ripresentarlo al Senato a causa del voto di fiducia posto sulla legge.

Riqualificazione e rioccupazione del personale nell’arco di 36 mesi; istituzione dell’Agenzia a carico delle singole Autorit portuali interessate: corresponsione ai lavoratori di un’indennit per le giornate di mancato avvio al lavoro; una spesa stimata di 18,144 milioni di euro nel 2017, 14,112 milioni nel 2018 e di 8,064 nel 2019. Questi i punti fermi dell’emendamento. Manteniamo l’impegno verso i lavoratori portuali e consegniamo al nuovo Governo il testo del decreto dice Bellanova, che parla di vendette politiche a proposito dell’emendamento saltato e contesta il presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia: L’inserimento dell’emendamento sull’Agenzia nella legge di Bilancio era giusto ed appropriato e l’avremmo riproposto al Senato. Ma il vice ministro attacca anche il governatore della Puglia, Michele Emiliano: Il Paese – dice – pieno di “fotografi”, che descrivono i problemi senza fare nulla per risolverli, e di passeggiatori di studi televisivi. Ma gli studi non ti fanno incrociare i volti, i disagi e le preoccupazioni di chi vede a rischio il proprio posto di lavoro.

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