Nessuna data di scadenza, almeno per ora. Tutto lascia, comunque, presagire che la Porsche Taycan sia vicina ai saluti: lo sostiene la stampa tedesca, secondo cui la produzione dovrebbe terminare entro il 2030. Nel quartier generale avrebbero già deciso anche dove trascorrerà gli ultimi anni: anziché trasferirsi a Lipsia, come era stato ipotizzato in precedenza, resterà presso lo stabilimento di Zuffenhausen. Porsche per ora non conferma e rimanda alle parole pronunciate a luglio dall’amministratore delegato Michael Leiters, che aveva escluso un addio alla Taycan nel breve periodo. Cinque mesi o quattro anni possono cambiare parecchio le cose.
Il successo del 2023 è ormai lontano
Nel 2019 sembrava cominciare tutta un’altra storia. La Taycan era la prima Porsche completamente elettrica e due anni più tardi riuscì persino a superare la 911 nelle consegne, con oltre 41.000 esemplari. Ancora nel 2022 la Casa parlava apertamente di un futuro nel quale oltre l’80% delle nuove vetture vendute nel 2030 sarebbe stato elettrico, un futuro evidentemente poi complicatosi.
Di mezzo ci sono i numeri attuali, e quelli non giocano a favore. Il favorevole riscontro commerciale degli inizi aveva alimentato le speranze di una diffusione su larga scala, ma due anni più tardi ci si è fermati intorno alle 16.000 unità e il 2026 avrebbe raccontato la stessa storia, con la consegna di circa 6.000 unità nel primo semestre. Troppo poco? A giudicare dai piani fissati in Germania, sì. E pensare che per la Taycan si era parlato anche di un trasferimento della produzione a Lipsia, ipotesi a quanto pare accantonata insieme a un prolungamento di carriera.
La Taycan rimane una macchina validissima, questo va detto, semmai a essere cambiato è soprattutto ciò che le succede intorno. L’elettrico corre più piano rispetto alle previsioni di qualche anno fa e in Cina, mercato fondamentale per Porsche, i costruttori locali recitano ormai da protagonisti. Prezzi inferiori e modelli nuovi a ripetizione hanno complicato e molto la vita ai marchi europei, mentre negli Stati Uniti ci si sono messi anche i dazi di Trump.
I vecchi piani sono finiti nel cassetto
Intanto, Porsche ha già cominciato a correggere il tiro. Il seducente pensiero di arrivare alla fine del decennio con oltre l’80% delle vendite affidato alle elettriche appartiene ormai al passato, e infatti il costruttore ha deciso di lasciare maggiore spazio sia ai motori termici sia alle soluzioni ibride. Le vetture a batteria continuano ad avere un ruolo, non per niente la Macan elettrica resta nei programmi e altri modelli verranno dopo di lei, ma benzina ed elettroni dovranno convivere più a lungo delle aspettative iniziali.
Per la Taycan rimangono comunque alcuni anni da giocare. Dal debutto del 2019 è cambiata parecchio e gli ultimi aggiornamenti le hanno regalato maggiore autonomia e prestazioni ancora superiori, fino agli oltre 1.000 CV raggiunti dalla Turbo GT nelle condizioni previste. Nel 2030 avrà alle spalle undici anni di carriera, un’età che per una vettura non equivale certamente ad essere accompagnata prematuramente alla porta. Il punto è piuttosto un altro: quando nacque doveva mostrare dove stava andando Porsche, mentre oggi racconta quanto velocemente possa rivedere la rotta.