Un ponte dell’Immacolata che conferma il momento magico del turismo italiano. Crescono del 12,9% le persone che hanno deciso di dedicare a una breve vacanza il weekend lungo che va da oggi a domenica prossima. E il “movimento” genera un giro d’affari lordo di 2 miliardi.

I dati arrivano da Federalberghi che, come di consueto, ha affidato ad Acs Marketing Solutions una specifica indagine sul periodo in questione. E sono ancora una volta confortanti: saranno oltre 6,9 milioni gli italiani in viaggio nei prossimi giorni (+12,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso) e dormiranno almeno una notte fuori casa per turismo. In pratica parliamo dell’11,4% della popolazione, tra maggiorenni e minorenni. Il 93% di questi rimarr nel Bel Paese, mentre il 7%, pari a quasi 479mila unit, andr all’estero, scegliendo quasi sempre le grandi capitali europee. La spesa media pro-capite, comprensiva di trasporto, alloggio, cibo e divertimenti, si attester sui 294 euro, dato in crescita del 10% sul 2015. L’importo dovrebbe generare un giro d’affari lordo stimabile in 2 miliardi, ossia il 25% in pi rispetto alla performance dello stesso periodo dell’anno scorso. Pi bassa ovviamente la spesa media di chi resta in Italia (266 euro), mentre chi andr all’estero spender sui 658 euro. La durata media delle permanenze per il weekend lungo sar di tre notti.

Ma dove andr chi ha deciso di investire in un viaggio per il ponte dell’Immacolata?

Vincono le localit d’arte grandi e piccole, prescelte dal 35% dei viaggiatori, contro il 32% del 2015. Scendono invece dal 36 al 32% gli italiani che si riverseranno sulle localit montane. Un altro 10% si recher in localit di mare, mentre un 4% coglier l’occasione per ritemprarsi tra laghi e terme. Quanto alle sistemazioni, la casa di parenti o amici sar la struttura prescelta dal 37% dei viaggiatori, seguita dal 23% di chi andr in albergo e dal 13% che si recher in casa di propriet. I bed & breakfast dovrebbero intercettare il 10% dei viaggiatori, seguiti dagli appartamenti in affitto (5%) e dagli agriturismi (4%). Su percentuali pi basse residence (3%), rifugi alpini (2%) e villaggi turistici (1%).

Per il presidente di Federalberghi Bernab Bocca, siamo di fronte a un segnale che conferma la ripartenza del sistema turistico nazionale e poter contare su oltre l’11% della popolazione che pu permettersi una seppur breve vacanza approfittando della circostanza favorevole che il calendario ci riserva un raggio di sole in un contesto purtroppo ricco di incognite politiche. Abbiamo infatti grande preoccupazione – evidenzia il presidente dell’associazione di categoria – per il rischio tangibile che la crisi di governo e la conclusione anticipata della legislatura azzerino il cronometro delle misure di rilancio del settore del turismo. In ballo ci sono infatti i provvedimenti sul contrasto dell’abusivismo, sulla liberalizzazione dei servizi ancillari e la tutela della concorrenza.

Il momento di grande vivacit di mercato viene pienamente colto anche dalla rete dei tour operator: Erano anni – spiega il presidente di Astoi Nardo Filippetti – che non registravamo un movimento del genere. Possiamo davvero dire che i consumi si sono rimessi in moto e che il ricorso alle agenzie e ai pacchetti delle nostre societ tornato centrale rispetto all’offerta turistica generale. Quando il cliente esigente e ha una disponibilit di spesa medio alta, l’interlocutore privilegiato resta il professionista in grado di garantire la qualit del prodotto che si compra. E cos c’ chi da mesi ha comprato un pacchetto per trascorrere l’intero ponte dell’Immacolata, come c’ chi ha gi comprato un soggiorno per Natale o Capodanno. Il ponte per molti in ultimo un’occasione per lo shopping: quasi tre italiani su quattro (64%) secondo Coldiretti lo effettuano entro met dicembre spendendo in media 614 euro a famiglia di cui il 38% se ne va in regali, il 26% in viaggi, il 24% per cibo e il 12% per divertimenti, cinema, teatro, concerti o discoteche.

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