• 27 Maggio 2026 10:46

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Perché la Ferrari Luce non piace proprio a nessuno

Mag 27, 2026

Enzo Ferrari diceva “io vi vendo un motore e quello che c’è intorno ve lo regalo“. Stavolta il motore non c’è, o meglio, ci sono quattro propulsori elettrici, uno per ruota, ma l’amato V12 non è pervenuto. La Ferrari Luce appena presentata, la prima elettrica del Cavallino, non sembra aver fatto breccia nei cuori della gente. Le prime reazioni che il web, e non solo, ha riversato sull’inedita cinque posti di Maranello sono state a dir poco taglienti.

La creatura disegnata da Joni Ive, l’ex genio di Apple, ha spiazzato il mondo intero. “Adesso la Mondial non è più la Ferrari peggiore di sempre“, emerge come un coro gridato all’unisono dal popolo della rete. Ma, in fondo, perché questa macchina non piace?

Il design non convince

Le soluzioni tecniche adottate dalla Ferrari Luce sono sicuramente interessanti, e i sessanta brevetti a suo carico ci si stagliano davanti come un bel biglietto da visita, al pari del lavoro aerodinamico eccellente e maniacale (ha il Cx migliore nella storia del Cavallino). Tuttavia, ciò che spicca è una vettura dal design troppo di rottura con il mondo Ferrari. Chi si aspettava “semplicemente” un’elettrica col Cavallino Rampante, è rimasto deluso. La forma a goccia, il musetto levigato e quelle proporzioni che di sportivo hanno molto poco, sono ciò che ha spiazzato completamente ogni osservatore.

Anche la Purosangue, il primo SUV nella storia di Maranello, nel suo debutto fu criticata da molti perché Ferrari aveva scelto una via non aderente alla tradizione, ma rispetto alla Luce possiede qualcosa in più: le forme tipiche di una Ferrari. Il musetto lungo e abbassato, cattivo, nonché delle proporzioni che emanano una sportività tangibile anche se declinata a ruote alte. Sull’elettrica ciò non accade, perché quella silhouette ha un gusto meno da auto e più da oggetto industriale, appartenente alla sfera del tech. Non a caso, non è difficile incappare nel commento che paragona la Luce a un mouse firmato Apple. Chi da Ferrari si aspettava una mossa in stile Porsche, con la sua Taycan, è rimasto deluso.

Voci autorevoli contro il Cavallino

Sul web si può incontrare di tutto, la tempesta di “meme” contro la Ferrari Luce ha imperversato su ogni schermo. C’è chi ha trasformato l’elettrica di Maranello in una Multipla, preferendola comunque all’originale, mentre ci sono altri che hanno provato a sfruttare l’IA per generare una Luce più affine all’universo del Cavallino, ottenendo persino dei buoni risultati.

Al di là della tribù che naviga su internet, hanno fatto scalpore le parole di Luca Cordero di Montezemolo, un uomo che ha scritto pagine memorabile in sella all’azienda modenese: “Se dovessi dire quello che penso, farei del male alla Ferrari, si rischia la distruzione di un mito. Spero che si tolga il Cavallino almeno da quella macchina, sicuramente è un’auto che i cinesi non ci copieranno“. Dello stesso avviso Carlo Calenda, leader di Azione, che dal 1998 al 2004 ha lavorato proprio a Maranello: “La Ferrari Luce è un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari“. Pure Flavio Briatore ha ricalcato le parole di Montezemolo, confermando che “questa i cinesi non ce la copieranno“.

Insomma, i primi vagiti della Luce non hanno convinto neppure le Borse, tanto che il titolo ieri è precipitato. Più che un buongiorno assomiglia a una buonanotte, tanto vale spegnere la Luce e dormirci su.

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