• 5 Marzo 2026 8:15

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Pedaggi autostradali, puoi calcolare il costo del viaggio prima di partire: come si fa

Mar 5, 2026

Il pedaggio autostradale è il risultato di un calcolo che considera regole tariffarie, classificazione del veicolo e caratteristiche della tratta. Si moltiplica una tariffa unitaria per i chilometri percorsi che non coincidono con la distanza tra due caselli. A incidere sono anche la lunghezza degli svincoli, delle bretelle di adduzione e dei tratti autostradali liberi prima e dopo il casello che sono stati costruiti e sono gestiti dalla concessionaria. Una volta ottenuto il valore base si considerano l’Iva al 22% e l’arrotondamento ai 10 centesimi, applicato per eccesso o per difetto. Questa sequenza fa capire perché il pedaggio non torna quando lo si ricostruisce con un calcolo casalingo, in particolare su tratte brevi dove si notano pochi centesimi di differenza.

La variabile della classe del veicolo e il criterio assi-sagoma

Un altro snodo da considerare nel calcolo del pedaggio in autostrada è la classe tariffaria del veicolo. Il pedaggio varia in funzione dell’altezza e del numero di assi, con classi che separano i mezzi a due assi tipo auto da quelli a due assi più alti, e poi via via salendo con il numero di assi. In pratica un veicolo alto, un camper o un furgone possono finire in una classe diversa rispetto a una berlina con la tariffa unitaria cambia a parità di chilometri.

Dopodiché occorre considerare il sistema di esazione. Nel sistema chiuso, quello classico del biglietto all’ingresso e del pagamento all’uscita, la tariffa dipende dalla tratta effettivamente percorsa e quindi dalla combinazione ingresso-uscita, con un calcolo che rispecchia i chilometri tariffati. Nel sistema aperto il pedaggio viene pagato a barriere e non è legato alla distanza effettuata in quel momento, in quanto si applica un importo fisso per ciascuna barriera attraversata. Un esempio è la tangenziale di Napoli, tratto a sistema aperto con pagamento a barriere e non in base ai chilometri.

Il quadro si completa con l’esazione senza barriere, il cosiddetto Free Flow. Su Autostrada Pedemontana Lombarda, per esempio, il pagamento deve avvenire entro 15 giorni solari e consecutivi dalla data del transito, con canali diversi tra pagamento automatico e pagamento successivo. Nel Free Flow la stima serve a capire quanto si spende ma anche a evitare una dimenticanza.

La classificazione dei veicoli

La classificazione dei veicoli ai fini del pedaggio parte dai mezzi a due assi. Quelli appartenenti alla classe A, per esempio, presentano un’altezza inferiore a 1,3 metri misurata in corrispondenza del primo asse. Nella classe B rientrano i mezzi che superano questa soglia. Di queste categorie fanno parte le auto tradizionali, i camper, i pullman a quattro ruote e gli autocarri leggeri.

Salendo di categoria, i veicoli a tre assi comprendono sia i mezzi che trainano un rimorchio sia autobus e camion dotati di tre assi. Ne fanno parte le auto con rimorchio monoasse, i camper con appendice trainata e gli autoarticolati composti dalla sola motrice a tre assi. I veicoli a quattro assi sono quelli dotati di quattro assi totali, come roulotte a doppio asse, camper con rimorchi di dimensioni più importanti e mezzi pesanti con rimorchio a doppio asse. All’ultimo livello si collocano i veicoli a cinque o più assi ovvero mezzi pesanti come camion e autoarticolati con più rimorchi oppure con configurazioni che aggiungono ulteriori assi alla motrice.

Gli strumenti che danno stime affidabili

Le pagine dei concessionari che spiegano come si calcola il pedaggio sono utili per capire la logica, perché chiariscono l’inclusione di svincoli e bretelle, l’applicazione dell’Iva e l’arrotondamento. Per la pianificazione pratica servono invece calcolatori d’itinerario che integrano costi e opzioni: Telepass, per esempio, riassume la formula tariffa unitaria per chilometri e richiama Iva e arrotondamento.

Per un approccio più da viaggio con un costo che consideri pedaggi e carburante, ViaMichelin propone un calcolo itinerari con tutti i costi del tragitto, tra cui quello dei pedaggi quando presenti. Ecco allora che è un errore trattare il pedaggio come un prezzo unico per chilometro e poi moltiplicare per la distanza di Google Maps perché quel dato non comprende le voci che i concessionari considerano nel calcolo.

Il secondo inciampo è non considerare la classe del veicolo quando si guida un mezzo alto, si traina un rimorchio o si passa da un’auto normale a un veicolo commerciale leggero. Il terzo problema è dimenticare che si può passare da un tratto con sistema chiuso a uno con sistema aperto oppure attraversare un’infrastruttura in Free Flow dove non si paga al momento. Il quarto equivoco riguarda la lettura degli importi: Iva e arrotondamento ai 10 centesimi sono parte del meccanismo e di conseguenza il pedaggio non è la somma aritmetica perfetta che uscirebbe da un foglio di calcolo.

Pedaggio non pagato, rischi e conseguenze

Il mancato pagamento del pedaggio autostradale attiva una procedura formale destinata a trasformarsi in un aggravio economico. Quando il pedaggio non viene corrisposto al momento del transito, il concessionario rilascia un rapporto di mancato pagamento che riporta il numero identificativo della pratica, i dati del veicolo con targa e classe tariffaria, la data e l’orario del passaggio, i caselli di entrata e di uscita, oltre all’importo dovuto e alle istruzioni per regolarizzare la posizione.

L’automobilista ha la possibilità di saldare la somma indicata entro 15 giorni dalla data di emissione del rapporto senza ulteriori addebiti. Decorso questo termine sono applicati costi aggiuntivi legati alle attività di accertamento e se il pagamento continua a non arrivare viene inviato un sollecito formale che include le spese maturate.

Se il debito resta insoluto il concessionario può procedere al recupero coattivo del credito, con altri oneri a carico dell’intestatario del veicolo. In parallelo può intervenire la polizia stradale per la contestazione della violazione amministrativa prevista dall’articolo 176 del Codice della Strada, che comporta una sanzione pecuniaria tra 87 e 344 euro e la decurtazione di due punti dalla patente. Se nel rapporto compare la dicitura “entrata non rilevata” o “biglietto smarrito”, il sistema calcola il pedaggio partendo dal casello più distante sulla tratta con il risultato di un importo più elevato rispetto al percorso effettivo.

Resta comunque la possibilità per l’utente di dimostrare il reale punto di ingresso e chiedere la rettifica dell’importo richiesto. I concessionari utilizzano sistemi di videoregistrazione ai caselli per rilevare le targhe dei veicoli che non completano il pagamento. L’automobilista mantiene il diritto di accedere alle informazioni che lo riguardano e di rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali se ritiene che il trattamento non sia conforme alla legge.

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