• 19 Gennaio 2026 18:29

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Pedaggi autostradali 2026, dove si paga di più e quanto sono aumentati

Gen 19, 2026

Con il nuovo anno iniziato ormai già da qualche settimana, per gli automobilisti italiani è il momento di farsi i conti in tasca. Come da tradizione, anche il 1° gennaio 2026 è scattato il rincaro sui pedaggi autostradali in allineamento agli indici di inflazione che, sebbene sembrino pesare poco sul singolo tragitto, a lungo andare rischiano di colpire in modo significativo i bilanci familiari, specie dei lavoratori pendolari.

I numeri del rincaro

La maggior parte delle concessionarie, tra cui la rete gestita da Autostrade per l’Italia, ha applicato un aumento medio dell’1,50%. Tuttavia, il panorama non è uniforme sullo Stivale intero: l’Autostrada del Brennero ha contenuto il rialzo all’1,46%, mentre la maglia nera per l’incremento massimo spetta alla tratta Salerno-Pompei-Napoli, che ha visto i propri pedaggi salire dell’1,925%.

Per capire cosa comporti il ritocco ai pedaggi nella vita di tutti i giorni, Altroconsumo ha rilasciato un report su 38 tratte tra le più frequentate dalla quale risulta un’Italia a due velocità: se per alcuni il viaggio costa quanto l’anno scorso, per altri l’esborso annuale è destinato a gonfiarsi  anche in modo importante.

L’impatto reale sul portafoglio

Analizzando i dati raccolti, l’aumento nominale oscilla solitamente tra i 10 e i 30 centesimi per tratta. Può sembrare una cifra irrisoria, ma nel caso dei conducenti che percorrono queste strade quotidianamente per lavoro o studio, il calcolo cambia drasticamente.

Soffermandoci sulle tratte maggiormente colpite, chi si muove sulla A1 tra Firenze Sud e Roma Nord o sulla A14 tra Napoli e Bari Nord deve ora sborsare un importo supplementare di 30 centesimi a viaggio. Per un pendolare che effettua 20 viaggi di andata e ritorno al mese, l’aggravio ammonta a circa 12 euro mensili, ovvero quasi 150 euro all’anno. In merito alle tratte intermedie, sulla A4, una delle arterie più congestionate d’Europa, i rincari si attestano sui 10-20 centesimi, il tragitto Bergamo-Milano Est è passato a 3,80 euro (+0,10€), mentre tra Torino e Novara Ovest l’esborso è cresciuto di 20 centesimi.

Dove il prezzo resta invariato

Tuttavia, alcune tratte non hanno subito variazioni. In 16 dei 38 casi – evidenzia Altroconsumo – il pedaggio rimane invariato rispetto al 2024, comprese tratte cruciali quali la Pescara Nord-Roma Est o la Varese-Milano Nord, rispettivamente ferme a 21,40 e 3,60 euro. In concomitanza all’incremento dei costi, il 2026 porta con sé anche una timida speranza sul fronte della qualità del servizio. Il nuovo anno introduce infatti normative più stringenti sui rimborsi per i disagi dovuti ai cantieri e resta da vedere se queste compensazioni saranno sufficienti a mitigare l’irritazione degli automobilisti, stretti tra strade spesso ridotte a una sola corsia e tariffe che, inesorabilmente, continuano a lievitare.

Alla fine dei conti, muoversi in Italia continua a rappresentare una voce rilevante di spesa per i guidatori, in particolar modo per quelli costretti a percorrere decine di chilometri ogni giorno mossi da esigenze lavorative o di studio. Fortunatamente, la tecnologia permette di tener sotto controllo le tariffe, ad esempio per il rifornimento di carburante, e non devono essere a loro volta trascurate le app per i rimborsi perché se i pedaggi salgono, la pretesa di viaggiare in condizioni accettabili va quantomeno garantita.

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