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Partite Iva, doppio regime sulla flat tax: scelta tra minimi e forfettari

Ott 19, 2019

LA SOLUZIONE ALLO STUDIO

Governo e maggioranza studiano come lasciare l’attuale forfettario fino a 30mila euro di ricavi e compensi e poi come consentire la scelta tra analitico e forfettario da 30mila a 65mila euro. Per chi opta per la fattura elettronica si allentano i vincoli antiabuso su beni strumentali e costi del personale

di Marco Mobili e Giovanni Parente

19 ottobre 2019


Abusi nelle partite Iva, scattano i controlli

3′ di lettura

Nel bailamme di riunioni e tavoli tecnici che precedono la messa a punto della manovra spunta anche l’ipotesi di un compromesso sulle modifiche alla flat tax al 15% per le partite Iva. Un’ipotesi su cui potrebbe registrarsi la convergenza tra le forze di maggioranza, dopo le sottolineature arrivate dal Cinque Stelle e pubblicate sul blog del Movimento : «La flat tax per le partite Iva sotto i 65mila euro l’abbiamo introdotta noi lo scorso anno, perché è una misura che aiuta i giovani professionisti. Colpire due milioni di giovani professionisti per finanziare altri provvedimenti significa alimentare una guerra tra poveri. Noi non ci stiamo».

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Doppio regime e opzionalità tra minimi e forfettari

La soluzione che i rappresentanti di M5S, Pd, Leu e Italia Viva stanno studiando e su cui, insieme agli altri temi caldi oggetto di divisione (dal tetto al contante alla sugar tax, dalle imposte sulla casa alle sanzioni sul Pos), si troveranno faccia a faccia a inizio della prossima settimana prevede in sostanza un doppio regime. Da un lato, il forfettario resterebbe fino a 30mila euro di ricavi o compensi. Dall’altro, si potrebbe lasciare la scelta tra analitico e forfettario da 30mila a 65mila euro. Il tutto sempre con aliquota invariata al 15% (o al 5% in caso di start up).

In questo modo non si sconfesserebbe quanto indicato nel Dpb e allo stesso tempo si verrebbe incontro alle richieste arrivate dalle categorie produttive, con i rappresentanti di Rete imprese Italia che hanno già manifestato la loro contrarietà al ritorno obbligato e per tutti (quindi senza distinzione di ricavi o compensi) del calcolo analitico tra ricavi e costi sostenuti nell’attività (e documentabili).

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