A Roma parte ufficialmente il progetto Sospas (Smart On-Street Parking System): entro marzo saranno installati 7.514 rilevatori, con l’attivazione prevista entro l’estate. Un passaggio chiave per provare a mettere ordine nel caos quotidiano della sosta nella Capitale, dove trovare un posto libero è spesso una piccola impresa urbana.
Roma prova così a voltare pagina sul fronte dei parcheggi, puntando su una tecnologia già adottata in diverse città europee. L’obiettivo, almeno nella fase iniziale, non è fare cassa con le multe, ma rendere la mobilità più efficiente, ridurre il traffico generato dalla ricerca del posto auto e migliorare la qualità della vita di chi si muove in città, soprattutto in auto.
Dal monitoraggio alle multe
Il progetto Sospas nasce con l’obiettivo di monitorare in tempo reale la disponibilità dei parcheggi. I sensori, installati direttamente sull’asfalto, sono in grado di rilevare se uno stallo è occupato o libero e di trasmettere l’informazione a una piattaforma centrale. Un sistema pensato per aiutare gli automobilisti a orientarsi meglio e, in prospettiva, anche per integrare questi dati con app e navigatori GPS.
Ma il monitoraggio è solo il primo passo. In una fase successiva, infatti, il sistema diventerà uno strumento utile anche per contrastare chi parcheggia senza pagare sulle strisce blu o occupa abusivamente spazi riservati, come quelli destinati al carico e scarico delle merci. Superato un certo numero di ore di occupazione sospetta, scatterà un alert per la Polizia Locale, che potrà intervenire per le verifiche e, se necessario, per la sanzione.
Le aree interessate
Il progetto prevede un software di monitoraggio che interesserà 23 quartieri cittadini soggetti a sosta a pagamento, nei Municipi I e II. Parliamo delle aree che comprendono centro storico, Prati, Flaminio, Parioli, Salario e Nomentano, dove si concentra circa l’80% delle strisce blu di Roma: 61.773 stalli su un totale di 76.051.
Nella prima fase, in ogni area sarà coperto almeno il 5% dei posti tariffati, per un totale di 3.089 sensori. La percentuale salirà fino al 40% nelle zone più sensibili e trafficate, come Trastevere, Flaminio, Prati e il rione Monti, che da sole ospiteranno 4.411 sensori. Ogni dispositivo rileverà la presenza del veicolo e invierà i dati alla piattaforma di supervisione della sosta, che li elaborerà in tempo reale.
Non solo strisce blu
Il progetto non si limita ai parcheggi a pagamento tradizionali. Oltre alle strisce blu, infatti, è prevista l’installazione dei sensori anche in 14 stalli dedicati al carico e scarico merci all’interno della ZTL del Tridente, una delle aree più congestionate e delicate della città.
Nel dettaglio, i sensori saranno posizionati in vie strategiche come via Principessa Clotilde, via dell’Oca, via di San Claudio, via dei Due Macelli, via Antonio Canova, via di Ripetta (tre stalli), via del Babuino (due), piazza di Spagna (due) e via della Mercede (due). L’obiettivo è tutelare uno spazio fondamentale per le attività commerciali e ridurre le soste selvagge che spesso bloccano il traffico.
La mobilità del futuro passa dal parcheggio
Dietro Sospas c’è una visione più ampia. Raccogliendo dati precisi sull’occupazione degli stalli, l’amministrazione comunale potrà capire quali zone soffrono maggiormente la carenza di parcheggi e intervenire in modo più mirato sulla pianificazione urbana. Un approccio basato sui numeri, e non solo sulle segnalazioni, per progettare una mobilità più razionale.
Nel medio periodo, il sistema sarà integrato con i principali servizi di navigazione GPS, consentendo agli automobilisti di sapere in anticipo dove ci sono posti liberi. Un passo che potrebbe ridurre sensibilmente il traffico generato da chi gira a vuoto per trovare parcheggio, con benefici evidenti anche in termini di emissioni e inquinamento.