AGI – La Corte d’Assise di Bergamo ha condannato all’ergastolo Moussa Sangare, il 31enne imputato dell’omicidio di Sharon Verzeni uccisa a coltellate il 30 luglio 2024 a Terno d’Isola (Bergamo). I giudici, presieduti da Patrizia Ingrascì, hanno riconosciuto tutte le aggravanti della premeditazione, dei futili motivi e della minorata difesa contestate dal pm Emanuele Marchisio, titolare delle indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo.
Il processo per l’omicidio di Sharon Verzeni il 16 gennaio scorso era stato aggiornato a oggi dalla Corte d’Assise di Bergamo che ha accolto la richiesta dell’avvocata Tiziana Baciccia di poter studiare gli atti del procedimento dopo essere stata nominata da pochi giorni dall’imputato per sostituire il precedente legale, Giacomo Maj. Sangare aveva in un primo momento confessato di avere ucciso la giovane donna tra il 29 e il 30 luglio 2024 a Terno d’Isola, poi aveva ritrattato.
La richiesta dell’ergastolo il 19 dicembre scorso
Il 19 dicembre 2025 la Procura di Bergamo aveva chiesto una condanna all’ergastolo per Moussa Sangare. Il pm Emanuele Marchisio ha contestato a Sangare le aggravanti. “Sharon Verzeni è stato ammazzata per un capriccio”, ha detto il pm. “Di fronte a questo grado, ritengono convintamente che non debbano essere riconosciute le attenuanti generiche”, ha chiosato. L’avvocato Luigi Scudieri, legale dei familiari di Sharon Verzeni e di Sergio Ruocco, al quale la giovane donna era legata, dopo che la Procura di Bergamo ha chiesto la condanna al carcere a vita per Moussa Sangare ha dichiarato: “La requisitoria del pm ha ricostruito che la sera del 29 luglio 2024 Moussa Sangare si è messo a ‘caccia’, ossia alla disumana ricerca di una preda, vulnerabile poiché impossibilitata a difendersi. Quella ‘preda’ è ancora una volta una donna innocente, Sharon Verzeni. Ha detto bene il pm: la pena dell’ergastolo è l’unica pena giusta”. E oggi è arrivata la conferma dell’ergastolo.