• 18 Giugno 2026 9:05

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Nuovo stratagemma per eludere la ZTL, ma non basta: denunciato

Giu 18, 2026

Roma, Rione Monti. Tra i vicoli di uno dei quartieri più affascinanti e antichi della Capitale, dove la storia respira tra i sampietrini di via Urbana, si è consumato nei giorni scorsi un episodio che oscilla tra il grottesco e la cronaca giudiziaria. Protagonista della vicenda è un automobilista di 61 anni che, a bordo della sua Smart, ha tentato di superare l’invalicabile barriera della Zona a Traffico Limitato (ZTL) del centro storico utilizzando uno stratagemma tanto semplice quanto, nelle sue intenzioni, geniale.

Ingannare l’occhio elettronico

L’automobilista aveva elaborato un piano basato sulla particolare conformazione della sua Smart. Sfruttando la sponda posteriore del veicolo, ha deciso di percorrere il varco con il portellone completamente abbassato. L’obiettivo era chiaro: creare uno schermo fisico che impedisse alle telecamere di rilevazione elettronica, poste solitamente in alto sopra i varchi, di inquadrare e leggere i caratteri della targa.

In un’epoca in cui i controlli sono affidati quasi esclusivamente ad algoritmi e sensori, il “furbetto” di turno ha pensato che un ostacolo meccanico potesse essere la chiave per accedere liberamente al cuore proibito di Roma senza possedere il regolare permesso. Un ritorno all’analogico per sconfiggere il digitale.

Perché lo stratagemma non ha funzionato

Il fallimento del piano non è stato causato da un malfunzionamento della tecnologia, ma dalla variabile che ogni trasgressore teme di più: il fattore umano. Mentre l’automobilista si concentrava sulla posizione del portellone per nascondersi dall’occhio della telecamera, non aveva fatto i conti con la presenza fisica delle forze dell’ordine sul territorio.

Durante un servizio di controllo ordinario, una pattuglia della Polizia Locale di Roma Capitale, appartenente al Gruppo Pronto Intervento Traffico, era appostata proprio in via Urbana. Agli agenti non è sfuggita quella Smart che procedeva in modo anomalo, con la parte posteriore aperta in un assetto chiaramente finalizzato all’elusione dei controlli. Se la telecamera può essere ingannata da un’angolazione sfavorevole, l’occhio vigile di un agente esperto percepisce immediatamente l’irregolarità, trasformando quello che sembrava un passaggio “invisibile” in un fermo immediato.

Gli esiti: dalla multa alla denuncia

Le conseguenze per l’automobilista sessantunenne sono state pesanti e sono andate ben oltre la semplice sanzione amministrativa che sperava di evitare. Nel dettaglio abbiamo: denuncia all’Autorità Giudiziaria, infatti l’atto di abbassare il portellone non è stato considerato solo una violazione del divieto di accesso, ma un vero e proprio occultamento della targa, reato che ha fatto scattare la denuncia; violazione del Codice della Strada, gli è stata contestata formalmente la sanzione per l’accesso non autorizzato nella ZTL; fermo amministrativo, il veicolo è stato immediatamente rimosso e sottoposto a fermo amministrativo, privando il proprietario della possibilità di utilizzare il mezzo per un determinato periodo.

Un catalogo di “furbate”

La Polizia Locale ha sottolineato come questo episodio sia solo la punta di un iceberg di creatività illegale. Tra i metodi più comuni per tentare di penetrare nel centro storico senza permesso figurano l’uso di nastro adesivo per alterare lettere e numeri delle targhe, il transito contromano o in senso vietato per evitare il raggio d’azione delle telecamere, e persino casi più gravi di clonazione delle targhe.

Tuttavia, le autorità avvertono che il sistema di videosorveglianza non si limita alla lettura istantanea al varco: l’analisi delle immagini registrate e le indagini incrociate permettono spesso di scoprire accessi fraudolenti anche a posteriori, dimostrando che, nel lungo periodo, nessun trucco è davvero “Smart” di fronte alla legge.

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