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Scudetto e Real Madrid: il Napoli si scopre con 4 marce in più

Feb 1, 2017

Antonio Giordano

mercoledì 1 febbraio 2017 09:29

NAPOLI – Così è, anche se non vi pare: perché dal mercato, appena chiuso, esce un «altro» Napoli che non era incluso nelle trattative, ed arriva portando con sé rinforzi di peso, di qualità, di spessore, uomini che non devono chiedere mai, che sanno già tutto (e conoscono persino i rischi della pressione). Così è e piacerà a Sarri accorgersi, giorno dopo giorno, che c’è sempre un centravanti pronto per essere lanciato nell’area di rigore o un centrocampista a cui rivolgersi nell’indispensabile turn-over. E verranno fuori soluzioni alternative, nelle quali sarà possibile leggere un Napoli diverso da quello intravisto recentemente: finito il mercato, un solo acquisto di grido (Pavoletti), tre giovani (Leandrinho, Zerbin e Dellie Marie Sainte) ma anche altri tre rinforzi certi (Milik, Rog e Giaccherini). Così è.

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L’ARMADIO – Sulle ante, si può divagare, ma sul curriclum, assolutamente no: Arkadiusz Milik diventerà, a tutti gli effetti, il colpo ad effetto del Napoli, con tanto di certificazione già verificata in appena 593 minuti, quelli che gli sono stati concessi dal destino nel bimestre partenepeo, sufficienti a segnare sette gol, a risolvere qualche situazione «scabrosa» a dimostrare che il dopo-Higuain poteva non far paura. Poi è arrivata la cattiva sorte e l’ha mandato in sala operatoria: l’ultima sua partita risale a Bergamo, il 2 ottobre, ne aveva messe assieme – in spezzoni – nove e quindi il Napoli se lo godrà adesso, con la pazienza che richiederà il rientro da un intervento del genere, dopo averlo pagato trentadue milioni nell’agosto scorso. Ma è un acquisto a tutti gli effetti.

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PAVOLOSO – In realtà, anche Pavoletti lo è, pure dal punto di vista contrattuale, perché la sua napoletanità nasce agli inizi di gennaio: però ha avuto così poco tempo a disposizione, essendo stato vittima d’un infortunio e quei centouno minuti gli sono serviti per «riscaldarsi», per cominciare ad avvicinarsi a meccanismi diversi. Il fiuto del gol però va al di là degli schemi e toccherà a Pavoletti dimostrare che Napoli non gli va larga: però gli acquisti, con lui, passano a due.

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