• 5 Marzo 2026 13:13

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Nicolò, rimasto bloccato a Dubai. La mamma: “Una spirale di ansia pazzesca, ma ora è final…

Mar 5, 2026

AGI – “È una cosa che speriamo di archiviare nel più breve tempo possibile, ieri notte per la prima volta sono riuscita a dormire per due ore filate, mi è sembrato un sogno”. A parlare all’AGI, a poche ore dal volo che ha riportato a casa diversi italiani bloccati a Dubai, è Silvia Savio, mamma di Nicolò, uno studente padovano dell’Istituto Tecnico Calvi che al momento dell’avvio dell’azione militare americana contro l’Iran si trovava a Dubai per un progetto scolastico denominato “Ambasciatori del futuro“.

“Nicolò sarebbe dovuto ripartire per tornare a casa il 28 ma mi ha chiamato dicendomi: “Mamma, hai sentito?” – racconta – io sono corsa ad accendere la tv, ho visto quello che stava accadendo. Ho cercato di minimizzare e di tranquillizzarlo ma per me è iniziato un vortice di ansie più totali, qualcosa di mai provato prima. Non si capiva niente, sono iniziate le cancellazioni dei voli, il caos più totale“.

Il caos dei voli e la paura negli hotel

“Poi per fortuna – prosegue – è intervenuto il preside della sua scuola, il sindaco, il governatore Stefani e mi è arrivato anche il numero di telefono del console. Sono stati tutti meravigliosi“.

Una disponibilità tangibile che non ha però ridotto l’ansia e l’incertezza. Il gruppo di studenti aveva infatti fatto il check-out prima di scoprire che il volo era stato cancellato e non poteva quindi rientrare nella struttura.

“Allora sono stati divisi in due hotel ma uno non era sicuro – continua a raccontare la mamma – e dopo una notte sono ritornati al primo hotel. Dormivano assieme per farsi coraggio, tutti assieme nelle stanze più basse perché quelle ai piani più alti erano troppo pericolose. Noi ci sentivamo con le videochiamate, cercavamo di farlo ridere e scherzare in ogni modo ma era sempre più serio. Mi ci ha confidato di aver avuto davvero paura“.

Il volo per Milano e il ritorno in Italia 

Per tornare alla vita normale il più rapidamente possibile, poche ore dopo il suo rientro in Italia Nicolò è partito per una gita di classe a Roma. Poche ore di sonno e una levataccia alle 5.30, pur di tornare a ridere con gli amici di sempre.

Ma i segni di quelle ore di terrore sono ancora tangibili. “Mi ha confidato che mentre si imbarcavano per tornare in Italia hanno sentito il cicalino della retromarcia di un furgone che somigliava tantissimo all’alert dei bombardamenti – racconta la mamma – è bastato un suono, un secondo e c’è stato il panico tra i ragazzi“.

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