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Nebbia sulla manovra, si fa strada un congelamento dell’Iva per 4 mesi

Ago 20, 2019

ServizioServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI DOSSIER ECONOMICI

In caso di voto nei primi mesi del prossimo anno, ben poco altro si potrà fare se non provare a neutralizzare per qualche mese l’aumento dell’Iva per poi lasciare al governo che nascerà dopo il voto il compito di avviare la propria strategia di politica economica

di Dino Pesole

20 agosto 2019


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3′ di lettura

Come disinnescare l’aumento automatico di tre punti dell’Iva, anche con un intervento iniziale limitato a soli quattro mesi del prossimo anno, e soprattutto come provare a evitare che la fase di grave stagnazione in atto degeneri rapidamente in recessione, anche per effetto di una congiuntura internazionale tutt’altro che favorevole.

Il che presuppone una gestione accorta dei conti pubblici, soprattutto in vista della reazione dei mercati agli sviluppi della crisi di governo. Contestualmente andrà avviata una nuova trattativa con Bruxelles per provare a spuntare margini di flessibilità sul versante del deficit utili a limitare il totale delle risorse che andranno individuate per scongiurare l’aumento dell’Iva. Le dimissioni del governo Conte, formalizzate nell’aula del Senato e ora nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, lasciano sul campo molti dossier economici sospesi, a partire dalla soluzione di diverse crisi industriali (Ilva e Alitalia, tra queste) e pongono una pesante ipoteca sulle possibilità di cominciare ad avviare un percorso serio e credibile di riduzione della pressione fiscale, a partire dal taglio del cuneo fiscale.

Tutto dipenderà dall’evolversi della crisi. La formazione in tempi rapidi di un nuovo governo che non sia vincolato alla semplice gestione della fase preelettorale consentirebbe di rispettare il timing imposto dalle prossime scadenze, a partire dalla messa a punto entro fine settembre della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza. Passaggio cruciale, in cui andranno aggiornate le stime macroeconomiche e di finanza pubblica che faranno da sfondo alla prossima manovra di Bilancio.

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Nel caso in cui si formasse un governo Pd/M5S, andrebbero indicate le priorità che oltre a prevedere il disinnesco delle clausole Iva (su cui concordano un po’ tutti) e a finanziare le cosiddette spese indifferibili per circa 3 miliardi, si incarichino di individuare alcune misure cardine, a partire dal taglio del costo del lavoro, per far fronte alla fase di persistente rallentamento del ciclo economico.

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