Il GP Qatar 2026, in programma il prossimo fine settimana sul circuito di Lusail, non vedrà la presenza delle quattro M1. Per i timori di un’ulteriore escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran, date le restrizioni, il marchio dei Tre Diapason ha deciso di non correre rischi.
La Yamaha ha deciso di non schierarsi in pista e in Qatar non invierà nessuno dei suoi tecnici, lanciando un messaggio chiaro in un momento di grande tensione internazionale. In questa fase la Casa di Iwata non si sta giocando nulla in classifica, occupando l’ultima posizione nella sfida tra i costruttori. Il marchio nipponico sta vivendo uno dei punti più bassi della sua storia nella classe regina, dovendo fare i conti con l’imminente addio del campione del mondo Fabio Quartararo, stanco dei risultati pessimi della M1.
I delicati equilibri in Medio Oriente hanno spinto i vertici della squadra giapponese a scegliere una strada alternativa a tutti gli altri team che hanno accettato di lavorare in un contesto tutt’altro che ideale per una festa mondiale. Marc Marquez potrebbe vincere il suo decimo riconoscimento iridato in Qatar qualora riuscisse ad accumulare più di 30 punti dal rivale per la corona Jorge Martin. L’atmosfera tesa nell’area mediorientale in questo momento dovrebbe spingere alla massima allerta, ma stanno prevalendo gli interessi economici. La Yamaha ha scelto di prendere una decisione contraria al management della MotoGP che ha scelto di recuperare la tappa pur di non andare incontro a un pesante danno economico.
Le motivazioni della Yamaha
La Casa di Iwata ha ufficializzato la propria assenza, spiegando di non aver individuato le opportune condizioni per modificare le disposizioni interne in materia di trasferte. In una nota diffusa dal costruttore è emerso:
“A seguito dell’ultima valutazione della situazione in Medio Oriente, Yamaha non ha individuato motivi sufficienti per modificare le restrizioni di viaggio attualmente in vigore per tutta l’azienda. Di conseguenza, Yamaha ha informato il Gruppo MotoGP della sua decisione di non partecipare al Gran Premio del Qatar del 2026. (Una decisione netta, ndr) che riflette la valutazione sulle informazioni attualmente disponibili ed è indipendente dalle misure implementate dal Gruppo MotoGP e dall’organizzatore dell’evento”.
MotoGP infuriata
Il management della classe regina, spiazzata per la decisione, ha annunciato che vi saranno delle conseguenze. La replica è stata la seguente:
“MotoGP è delusa dalla decisione di Yamaha di non partecipare al Gran Premio del Qatar. Pur riconoscendo che il team è soggetto a una più ampia politica aziendale che limita i viaggi in Medio Oriente, non riteniamo che questa decisione rispecchi le ampie garanzie fornite a tutte le parti coinvolte nel campionato”.
Nel comunicato ufficiale i vertici della MotoGP hanno sottolineato che, dopo aver consultato lo Stato del Qatar, il Lusail International Circuit ed esponenti della sicurezza, non hanno ricevuto alcuna informazione che giustifichi una modifica degli attuali programmi. Oltre alle implicazioni contrattuali con MotoGP e IRTA, la mancata partecipazione della Yamaha causerà conseguenze sul piano sportivo in conformità con il regolamento del campionato. Potrebbero esserci pesanti ripercussioni anche in ottica 2027, in quella che si preannunciava come la stagione del riscatto con l’arrivo di Jorge Martin e Ai Ogura al posto di Fabio Quartararo e Alex Rins.