• 11 Maggio 2026 11:47

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Monopattini, l’obbligo di targa rischia dei ritardi: come ottenerla e quanto costa

Mag 11, 2026

La data del 16 maggio 2026 è ormai cerchiata in rosso sul calendario di migliaia di proprietari di monopattini elettrici, ma l’avvicinarsi della scadenza sta portando con sé un’ombra di incertezza: il rischio concreto di pesanti ritardi nell’erogazione delle nuove targhe. Nonostante l’obbligo sia imminente, molti utenti si trovano oggi intrappolati in un imbuto burocratico causato dall’altissimo numero di richieste che sta congestionando gli uffici della Motorizzazione.

Assoutenti ha già lanciato un grido d’allarme, evidenziando come moltissimi cittadini rischino di non riuscire a ricevere il contrassegno in tempo utile, nonostante si siano attivati correttamente. Resta ancora senza risposta, infatti, il dubbio cruciale: chi ha già presentato la domanda ma riceverà il “targhino” dopo il 16 maggio potrà continuare a circolare senza incorrere in pesanti sanzioni? Vediamo gli scenari.

Pressione sul sistema

Mentre il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) è chiamato a fornire chiarimenti urgenti, il Portale dell’automobilista ammette la pressione sul sistema, assicurando un monitoraggio continuo e un progressivo ampliamento degli appuntamenti liberi presso gli uffici. Tuttavia, la realtà narrata da molti utenti descrive una situazione differente, dove ottenere uno slot prima della scadenza sembra quasi impossibile.

Chi ha prenotato troppo tardi è stato addirittura invitato a valutare la cancellazione e la riprogrammazione, sperando di intercettare date antecedenti rese disponibili da altri utenti. È una vera corsa contro il tempo che mette a nudo le difficoltà di una macchina burocratica chiamata a targare, in poche settimane, una flotta di mezzi che finora aveva vissuto nell’ombra normativa.

Quanto costa il targhino

Ottenere questo famigerato contrassegno identificativo non è solo una sfida logistica, ma anche un costo da mettere a bilancio. L’operazione può essere gestita in autonomia attraverso il Portale dell’automobilista, con una spesa fissata intorno ai 35 euro che copre bollo, diritti di motorizzazione e costi di produzione. Per chi invece preferisce delegare la pratica a un’agenzia specializzata, il costo sale a circa 80 euro. Una volta ottenuto il tagliando, la legge è descrittiva e precisa sulla sua collocazione: deve essere apposto sul parafango posteriore o sul piantone dello sterzo, rispettando criteri rigorosi di orientamento, verticalità e leggibilità.

Ignorare queste nuove regole, o trovarsi sprovvisti della targa a causa dei ritardi, può costare carissimo. Le sanzioni amministrative per chi circola senza il “targhino” variano da 100 a 400 euro. Questa pressione sanzionatoria è ciò che più preoccupa le associazioni dei consumatori, che chiedono al MIT di intervenire per evitare che la congestione degli uffici pubblici si trasformi in una ingiusta pioggia di multe sui cittadini che hanno già adempiuto ai loro doveri burocratici.

Cosa fare dell’assicurazione

Se il fronte della targa è caldo, quello dell’assicurazione vive una fase di transizione altrettanto complessa. Su richiesta dell’Ania, l’obbligo di dotarsi di una polizza specifica è stato prorogato di due mesi, con la nuova scadenza fissata al 16 luglio 2026. Tuttavia, non basterà una generica assicurazione RC capofamiglia: la nuova normativa richiede una polizza che riporti esplicitamente il codice del contrassegno identificativo del mezzo.

Per i primi due anni, inoltre, non sarà attivo il sistema dell’indennizzo diretto; per i sinistri si applicherà la procedura di risarcimento ordinario, dove il danneggiato dovrà rivolgersi alla compagnia del responsabile civile. Questo biennio di monitoraggio servirà all’Ivass per raccogliere dati sull’andamento dei sinistri e costruire, in futuro, un forfait nazionale per i risarcimenti.

L’era del monopattino “libero” volge dunque al termine, lasciando spazio a un regime regolatorio che mira a integrare questi mezzi nel Codice della Strada. Il successo di questa impresa moderna, però, dipenderà dalla capacità delle istituzioni di gestire l’ondata di richieste, evitando che la sicurezza stradale resti impigliata nelle maglie della burocrazia.

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