• 6 Febbraio 2026 14:34

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Milano Cortina: il portabandiera per i diritti umani, “un messaggio di pace”

Feb 6, 2026

AGI – Portabandiera per i diritti umaniNicolò Govoni, ceo di “Still I Rise“, organizzazione no profit che offre istruzione di eccellenzaprotezione e supporto psico-sociale a bambini profughi e vulnerabili nel mondo, porterà con altre sette persone la bandiera olimpica alla cerimonia di apertura di Milano-Cortina 2026.

Un evento che rappresenta un messaggio di pace, ma anche e soprattutto un riconoscimento che premia il lavoro di Still I Rise e punta un faro sui diritti negati ai bambini come quello dell’istruzione. Un evento che ovviamente gratifica l’impegno dell’attivista e scrittore Nicolò Govoni.

“Un messaggio di pace”

“Per Still I Rise è il palco più importante – spiega all’AGI il Ceo – stiamo parlando di due miliardi di spettatori a livello globale che ci vedranno. È l’occasione per diffondere ancora di più il nostro lavoro. E questo resta il mio obiettivo principale, piacere personale a parte. Quello che alla fine è importante infatti, è cogliere la grande occasione per Still I Rise. Sarà un megafono utile alle cause per cui ci battiamo. Per me ovviamente, è un onore, un grande privilegio. Forse il più importante riconoscimento avuto fino a oggi. E sono infinitamente grato”.

L’invito e gli altri portabandiera

L’invito è arrivato a novembre: “Sì, ho ricevuto una mail con cui mi veniva chiesto di essere uno dei quattro portabandiera non atleta che rappresentano la pace a livello globale. A questa notizia sono seguiti dei mesi di preparazione, un accordo di riservatezza che doveva rimanere segreto fino all’annuncio ufficiale. È davvero un grande onore essere rappresentante di pace“, sottolinea Govoni.

Gli attivisti per i diritti umani 

“Siamo in dieci – spiega ancora l’attivista – otto a San Siro e due a Cortina. Gli atleti sono sei, provenienti da tutto il mondo. Gli attivisti che rappresentano i diritti umani, sono quattro. Ci sono io, c’è Filippo Grandi che è l’ex alto commissario di Unhcr, c’è Maryam Bukat Hassan che è una poetessa e advocate per i diritti umani della Nigeria, e poi c’è Tadatoshi Akiba che è l’ex sindaco di Hiroshima e promotore della pace a livello mondiale”.

Dieci persone di cui sei atleti e quattro civili con un’attività di natura umanitaria: “È veramente un bel gruppo con individui che si danno tanto da fare – prosegue Govoni – e anche più di me, anche perché alcuni di loro hanno più anni, più esperienza. Ecco un altro motivo per cui dico che per me è un grande onore poter portare questa bandiera al loro fianco”.

I progetti futuri di “Still I Rise”

Parentesi olimpica a parte, che sta facendo Still I Rise? “Continuiamo a dedicarci al nostro lavoro – prosegue Govoni – Siamo principalmente impegnati in due progetti: dopo aver aperto la scuola in Sud Sudan un mese fa, a fine 2025, ora c’è quello dell’India che è complesso.

Si tratta di una scuola importante, una scuola internazionale a Mumbai che vogliamo inaugurare a dicembre 2026. Ma il 2027, e qui c’è l’altro progetto, sarà l’anno dell’Italia, l’apertura di una scuola anche in questo caso. Ci stiamo muovendo per scegliere un immobile che possa poi essere trasformato in scuola. Sì, nel 2027 sicuramente apriremo la nostra tanto discussa e tanto attesa scuola in Italia“.

Il nuovo libro 

Ma Nicolò Govoni è anche uno scrittore: “Sto lavorando a un nuovo libro ma non uscirà quest’anno. Forse il prossimo anno, insomma uscirà quando sarà pronto. Perché il nuovo libro è il seguito di ‘Se fosse tuo figlio‘ e in tanti lo aspettano da tempo. Ma dal momento che riguarda almeno sette o otto anni della mia vita, con luci, ombre, cose belle e contraddizioni – conclude – va terminato quando è il momento. E per me sarà il libro più bello“.

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