Mercato Europa: ottobre in chiaro e scuro

Dopo ben 36 mesi in territorio positivo, il mercato europeo (comprendendo i 28 Paesi + EFTA) riporta ad ottobre una moderata battuta d’arresto: il -0,3% si traduce in una perdita di poco più di 3.000 veicoli rispetto allo stesso mese del 2015.

Un risultato determinato soprattutto dai dati negativi in arrivo da Germania e Francia, che riportano vendite in calo rispettivamente del 5,6 e del 4%.

In particolare, le vetture immatricolate nel mese sono state 1.140.742 rispetto alle 1.143.952 dello stesso periodo 2015. Il cumulato dei primi dieci mesi dell’anno, invece, resta positivo: siamo ora ad un +6,9%, che corrispondono a 12.748.741 unità vendute, rispetto alle 11.920.693 riportate nel gennaio-ottobre dello scorso anno. Dopo dieci mesi, comunque, ben 22 Paesi stanno crescendo più della media del mercato e tutti sono in territorio positivo, tranne Svizzera e Olanda.

Dai dati dei Major Market emerge come comune denominatore, l’uso sempre più ampio delle auto aziendali anche grazie a politiche fiscali premianti. Sulla base delle informazioni disponibili relative ai primi dieci mesi dell’anno, le auto a società rappresentano il 65% delle vendite in Germania, il 54% in UK e il 47% in Spagna, mentre in Italia nello stesso periodo valgono il 38%.

Germania

Dopo il calo di maggio, ecco una nuova flessione: in Germania, ottobre chiude con 262.724 vetture, 15.600 in meno rispetto alle 278.372 dello scorso anno; il cumulato gennaio-ottobre resta comunque positivo, con 2.818.507 immatricolazioni pari al+4,9% rispetto alle 2.686.310 dello scorso anno. Rispetto al mercato, performance migliore per il canale dei privati, con poco meno di 93.000 unità (-1,9% rispetto a ottobre 2015). Da gennaio a ottobre questo canale ha raggiunto le 990.000 immatricolazioni, in crescita del 6,9%.

La previsione fatta lo scorso mese dalla Global Insight prevede che le vendite dovrebbero rallentare nell’ultimo trimestre dell’anno, per chiudere a 3.360.000 autovetture (+4,8%).

Regno Unito

Dopo gli ottimi risultati di settembre, ottobre modesto: il +1,4% fa seguito all’ottima performance del mese di settembre realizzata grazie al cambio-targa. Ad ottobre sono state vendute 180.168 auto, in crescita dell’1,4% rispetto alle 177.664 dello scorso ottobre. A trascinare la crescita, le immatricolazioni, il canale delle flotte, con incremento del 4,2% e 96.440 unità nel mese (+5,3% e 1.179.158 unità nel cumulato), mentre i privati calano dell’1,1%, con 77.821 unità (+0,3% nei 10 mesi). In forte diminuzione le società che perdono il 7,8%, con una rappresentatività del 3,3% (-5,9% nel cumulato). Calano le immatricolazioni di vetture diesel (-2,4%) ma ancora in positivo nei 10 mesi (+1,6%); in aumento, invece, le auto a benzina (+4,9%) e le alimentazioni a basso impatto ambientale (+12,4%); nel cumulato, la quota delle auto diesel è del 47,8%, le benzina sono quasi al 49% e il restante 3,3% è per le vetture più ecologicamente virtuose. Il periodo gennaio-ottobre registra un aumento del 2,5% con 2.330.663 immatricolazioni, rispetto alle 2.274.550 del 2015.

Francia

A ottobre le immatricolazioni di auto nuove in Francia sono state 155.194, in calo del 4% rispetto alle 161.737 di ottobe 2015. Gli acquisti dei privati calano del 7,9% con quota del 51%, 2,1 punti in più rispetto ad ottobre 2015. Stabili le società (-0,3%) con quota del 39,5% nel mese, mentre cala lievemente il canale del noleggio (-1,8%) con una quota del 9,5%. Nel mese, il comparto diesel riporta una quota del 50,4%, le vetture a benzina arrivano al 45,3%, le elettriche all’1% e le ibride al 3,2%. Tra gennaio-ottobre 2016, le vetture immatricolate sono state 1.657.644, in aumento del 4,7% rispetto alle 1.583.172 dello stesso periodo del 2015. L’usato, infine, cala del 3,1%, arrivando a 473.773 vetture ad ottobre, mentre il cumulato dei primi 10 mesi, con 4.693.589 unità, è in crescita dello 0,9% rispetto al 2015.

Spagna

Ottobre chiude in positivo: la crescita del 4% significa83.248 nuove immatricolazioni, rispetto alle 80.055 dello scorso anno. La mancanza del piano di sostegno alle vendite PIVE ha provocato un rallentamento negli acquisti dei privati che calano del 2,3%, pur restando in crescita del 7,7% nei 10 mesi, con 501.126 unità vendute e 52% di quota sul totale. I primi dieci mesi dell’anno, invece, crescono del 10,8% con un volume prossimo al milione (957.468 unità). Ottima performance del noleggio che, grazie al flusso turistico, compensa il rallentamento dei privati e cresce del 36,7% (+15% nei 10 mesi). In aumento anche le società che incrementano del 10,9% con 23.323 vendite. Con questi risultati, le Associazioni di categoria spagnole stimano una crescita dell’intero 2016 a 1.100.000 unità circa (+6,4%).

Il commento delle associazioni

«Abbiamo un chiaro segnale dai dati europei e dal nostro mercato – ha dichiarato Romano Valente, Direttore Generale dell’UNRAE, Associazione delle Case automobilistiche estere -: le politiche fiscali funzionano quando sono strutturali e per questo l’Italia sta vivendo un momento più florido per le auto a società grazie al superammortamento, pur rimanendo indietro rispetto alle politiche fiscali degli altri Major Market. Se però fosse prevista per il 2017 una revisione del superammortamento al 140%, si innescherebbe un’ improduttiva anticipazione della domanda sul finire dell’anno, con rimbalzo negativo sul 2017».

«Il mercato europeo dell’auto – commenta Gianmarco Giorda, Direttore di ANFIA – ad ottobre si stabilizza sui livelli di un anno fa. I cinque major market pesano per il 72,7% del mercato nei primi dieci mesi del 2016, con 9,32 milioni di nuove immatricolazioni, il 6,6% in più rispetto a gennaio-ottobre 2015. La mancata crescita di ottobre, da un lato può essere interpretata come un segnale di assestamento, dall’altro può aver raccolto gli effetti di un andamento incerto dell’economia e dell’instabilità politica di alcuni Paesi. In questo contesto l’Italia è quello che registra il rialzo più significativo. Ribadiamo che, per sostenere questo trend di ripresa e di graduale rinnovo del parco circolante nazionale, è fondamentale che nel passaggio parlamentare della Legge di Bilancio, le misure relative al superammortamento, vengano salvaguardate nell’attuale impianto, con misura al 140%».

Per il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, «Non è un bel segnale quello che viene da due dei Paesi leader del Continente, così come fa scattare un piccolo allarme il risultato dell’Italia, il mercato che cresce di più, ma che ha dimezzato la propria corsa rispetto al progressivo di quest’anno. Il nostro mercato dell’auto, ancora oggi dopato grazie alle proposte “chilometri zero” ed ai noleggi, rappresenta sempre di più il barometro delle aspettative degli italiani: l’Istat ci dice che a ottobre il clima di fiducia dei consumatori si conferma in calo e le aspettative sul futuro economico del Paese sono in discesa per il sesto mese consecutivo. Se a ciò si aggiunge il senso di cristallizzazione nel Paese dovuto agli eventi politici in corso, come il referendum del 4 dicembre, capiamo perché promozioni e il fondamentale superammortamento diventano decisivi per sostenere un mercato che solo di IVA lo scorso mese ha portato quasi 650 milioni di euro nelle casse dello Stato».