AGI – “Oggi si presentano i dati dell’attività di contrasto dell’evasione fiscale portata avanti nel 2025, emerge una buona notizia: la somma recuperata l’anno scorso ha raggiunto la cifra record di 36,2 miliardi di euro, è il più alto dato di sempre, oltre il 43% in più rispetto al 2022 quando il governo si è insediato”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in un video messaggio proiettato in apertura dell’evento alla Camera per i 25 anni dell’Agenzia delle Entrate.
“Questo vuol dire che nel triennio 2022-2025 – ha aggiunto – abbiamo recuperato oltre 100 miliardi di euro, risorse preziose per tenere di conti in ordine ne finanziare interventi per famiglie e imprese”.
395mila controlli in arrivo
Con l’apertura del 2026, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza hanno svelato le carte di una strategia senza precedenti: un piano d’attacco basato su 395.000 controlli incrociati che promette di cambiare radicalmente il rapporto tra Stato e contribuente.
Non si tratta di verifiche a campione, ma di una selezione chirurgica resa possibile da un “cervellone” tecnologico capace di scavare nelle pieghe di ogni bilancio. A muovere i fili di questa operazione è la Sogei, il braccio tecnologico del Ministero dell’Economia. Grazie a strumenti digitali sempre più evoluti, la società analizza costantemente oltre 200 banche dati, mettendo a confronto in tempo reale conti correnti, spese sostenute e ricavi dichiarati. L’obiettivo dichiarato dal Piao (Piano Integrato di Attività e Organizzazione) è ambizioso, 320mila accertamenti fiscali entro la fine dell’anno, a cui si sommano le 75mila verifiche mirate della Guardia di Finanza.
Gli ISA e la selezione dei contribuenti
Il fulcro della selezione è rappresentato dagli ISA (Indicatori Sintetici di Affidabilità). È una vera e propria pagella che assegna a ogni partita Iva un voto da 1 a 10. Da 8 o superiore si è considerati un contribuente affidabile. I controlli si diradano e scattano premi interessanti, come l’esenzione dal visto di conformità per compensare crediti Iva fino a 70.000 euro. Sotto il 6 si accende la “lampadina rossa”. Un punteggio basso segnala anomalie che attirano quasi automaticamente l’attenzione degli ispettori. Attenzione, però: un voto basso non equivale a una condanna per evasione. L’algoritmo tiene conto del contesto e sa distinguere, ad esempio, se un negozio si trova nel centro di Milano o in un piccolo borgo di provincia, pesando in modo diverso ricavi e costi. Cosa fa insospettire il Fisco? Gli squilibri macroscopici. Se una ditta dichiara ricavi minimi ma sostiene spese elevate per affitti di prestigio o mantiene un numero alto di dipendenti, il sistema invia una segnalazione.