• 22 Giugno 2024 8:56

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Marvell acquisisce Cavium per 6 miliardi di dollari

Nov 21, 2017

Continua il periodo di grande fermento nel mercato dei semiconduttori. Dopo il no di Qualcomm all’offerta di acquisizione di Broadcom da 130 miliardi di dollari, una fusione sembra andare in porto: è quella tra Marvell Technology e Cavium.

I rispettivi consigli di amministrazione hanno approvato un accordo in base al quale Marvell sborserà all’incirca 6 miliardi di dollari per fare propria Cavium, dando vita a un’azienda che dovrebbe generare 3,4 miliardi di dollari di fatturato annui. Manca ancora l’approvazione degli azionisti e degli enti di vigilanza, ma se tutto andrà come da previsioni l’operazione dovrebbe concludersi a metà 2018.

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Marvell è nota per la produzione di semiconduttori nell’ambito dei dispositivi di archiviazione, dagli SSD agli hard disk, mentre Cavium produce chip di rete e per le comunicazioni. Il nuovo agglomerato entrerà quindi in rotta di collisione con diverse altre realtà, da Intel a Qualcomm per arrivare a Broadcom.

“È una combinazione entusiasmante di due aziende davvero complementari che insieme valgono più della somma delle loro parti”, ha affermato il CEO e presidente di Marvell, Matt Murphy. “Questa combinazione espande e diversifica la nostra base di fatturato e gli obiettivi di mercato e ci permette di offrire un insieme di soluzioni differenziato ai nostri clienti”.

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Matt Murphy, CEO di Marvell

Murphy è CEO di Marvell dallo scorso anno e sotto la sua guida è stato avviato un processo di ristrutturazione per diversificare l’offerta dell’azienda. Anziché focalizzarsi solo sul mercato dell’archiviazione, il dirigente ha rivolto lo sguardo di Marvell verso altri settori come quello dei datacenter e delle soluzioni di comunicazione wireless.

Cavium invece non realizza solo soluzioni di rete, ma sta anche cercando di entrare nel settore dei microprocessori server basati su tecnologia ARM. Insomma, le due realtà non hanno molti prodotti speculari e per questo i dirigenti hanno annunciato che non intendono tagliare le rispettive offerte.

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La fusione permetterà invece di risparmiare nei primi 18 mesi fino a 170 milioni, grazie alla condivisione di ricerca e sviluppo e uffici. Gli analisti ritengono che l’accordo tra le parti sia uno sviluppo positivo per il mercato ed entrambe le realtà, anche se c’è chi fa notare che Cavium viene da cinque anni di perdite nette e sta per centrare il sesto anno in rosso di fila, sulla base di una strategia che prevede una forte espansione “a tutti i costi”.

Insomma, Marvell ha sicuramente fatto un passo necessario e che in prospettiva dovrebbe pagare, ma come ogni fusione non sarà semplice creare una nuova, unica e rinvigorita azienda coesa. A Matt Murphy il compito di amalgamare al meglio il tutto.


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